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13/12/2011

Alla sbarra il 47enne Giancarlo Inverardi e il 57enne Costante Curnis

QUASI DIECI ANNI DI CARCERE AI VETERANI DELLE RAPINE

Assaltarono quattro banche nella Marca: 100 mila euro il bottino


TREVISO – (gp) Oltre dieci anni di galera ai veterani delle rapine. Pur usufruendo dello sconto di un terzo della pena in virtù del rito abbreviato, per quattro colpi in altrettante banche trevigiane il 47enne di Brescia Giancarlo Inverardi è stato condannato a sei anni e quattro mesi di reclusione mentre il 57enne di Bergamo Costante Curnis, riconosciuto colpevole soltanto per una rapina (l'ultima delle serie messa a segno dalla banda) ha rimediato una condanna a tre anni e sei mesi. Assieme a Luciano Nicoli (ancora in attesa di giudizio) i tre erano stati incastrati dalle telecamere a circuito chiuso delgli istituti di credito saccheggiati e dalle tracce biologiche lasciate nelle auto utilizzate per i colpi e rilevate dal Ris di Parma. In particolare agli imputati venivano contestati l'assalto del 14 dicembre 2009 alla filiale di Caerano San Marco di VenetoBanca (40 mila euro il bottino), le rapine alla Cassa di risparmio del Veneto di Montebelluna e Mogliano (30 mila e 11 mila euro), rispettivamente dell'8 gennaio e del 23 marzo dello scorso anno e il colpo all'Antonveneta di Mogliano Veneto del 13 gennaio 2010 (20 mila euro). Curnis aveva partecipato soltanto all'assalto del 23 marzo 2010, mentre Inverardi, che ha partecipato a tutte e quattro le rapine, era finito in carcere per un'altra rapina messa a segno il 25 marzo 2010 a Padova. In quell'occasione, armato di taglierino, prese in ostaggio un cliente. I due complici furono fermati a Chivasso qualche settimana dopo, il 22 aprile: dopo un altro ingaggiarono un conflitto a fuoco con i Carabinieri ma finirono in manette. Fondamentali per le indagini furono i rilievi sulle auto utilizzate per i colpi nella Marca: i mezzi venivano solitamente trafugati nei parcheggi degli ospedali di Treviso e Montebelluna. I rapinatori prediligevano auto di piccola cilindrata, utilitarie, spesso Fiat Punto, che dopo ogni rapina venivano abbandonate e i banditi ritornavano invece Lombardia.