09/03/2010

"NON L'ABBIAMO MAI COSTRETTO A RIMANERE"

Si difendono così le tre "Belve di Musano", rispondendo in aula alle domande dei loro legali


TREVISO – (gp) “Non l'abbiamo mai costretto a rimanere”. Sono queste le parole pronunciate da Manolo Innocenti, il giostraio 32enne finito a processo assieme al fratello, Gesuè, 28 anni, e a Devis Derlesi, 24 anni, con le accuse di violenza sessuale di gruppo, lesioni, violenze privata e violazione di domicilio. Le cosiddette “Belve di Musano”, che nel novembre del 2008 avrebbero seviziato un disabile psichico in un garage di Musano, sono state ascoltate in aula, tranne Devis Derlesi, che si è riservato di rilasciare dichiarazioni spontanee nella prossima udienza, fissata per il 25 marzo prossimo, giorno in cui si chiuderà l'istruttoria dibattimentale e si procederà con le richieste di condanna del pubblico ministero Valeria Sanzari, e le arringhe difensive degli avvocati Riccardo Benvegnù e Giuseppe Pavan. Ha parlato anche Gesuè Innocenti, il quale alla domanda sul perchè fossero stati denunciati, ha risposto che “sono sempre stati amici della vittima, e che forse la denuncia è stata soltanto una mossa per prendere un po' di soldi”.

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