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Golf
PILLOLE DI GOLF/136: ALLE "FONTI" IL CAMPIONATO ITALIANO AIGG

Dario Bartolini si aggiudica il titolo assoluto individuale


CASTEL SAN PIETRO TERME - Era ancora fresco il rientro dalle giornate lombarde (Carimate e Tolcinasco), dove c’erano state le due gare conclusive del Challenge AIGG DIAVOLINA 2016 a decretarne i vincitori. Quel Challenge iniziato a fine marzo nei tracciati romani di Castelgandolfo e del Marco...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/135: OPEN D'ITALIA, IL TRIONFO DI FRANCESCO MOLINARI

Dopo dieci anni il torneo torna a tingersi d'azzurro


MONZA - Francesco Molinari ha vinto con 22 colpi sotto il Par il 73° Open d’Italia, disputato sul percorso del Golf Club Milano (par 71), superando di una lunghezza il Campione Masters, l’inglese Danny Willett, dopo un acceso duello finale. Terzi parimerito, lo spagnolo Nacho Elvira...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/134: TUTTO PRONTO IL 73° OPEN D'ITALIA

Dal 15 al 18 settembre il massimo torneo tricolore al Gc Milano


MILANO - Presentata il 5 settembre nella Villa Reale di Monza, va ora in scena, dal 15 al 18, la 73esima edizione dell’Open d’Italia. Come di consueto, è anticipata dalla tradizionale Pro-Am, che quest’anno ha riservato la partecipazione ad un team di tre amatori che...continua

RACKET DEL SESSO, 18 MESI A DUE TREVIGIANI

Anche 14 albanesi erano imputati al processo, per loro è stato disposto il non luogo a procedere


TREVISO – (gp) Erano 16 gli imputati nell'udienza preliminare di fronte al gup Umberto Donà, due italiani e 14 albanesi, accusati di sfruttamento della prostituzione per aver controllato un vera e propria “tratta delle bianche” tra le province di Treviso e Venezia lungo la Pontebbana, da Mestre a Conegliano. Hanno patteggiato un anno e mezzo di reclusione Giampietro Fornasier, 41 anni, e Franco Dal Borgo 38 anni, entrambi di Santa Lucia di Piave. Le prostitute  chiamavano i due italiani al cellulare e loro arrivavano per riportale a casa, e per questo lavoro venivano pagati dagli albanesi, per i quali è stato disposto dal giudice il non luogo a procedere. I 14 imputati infatti, dopo lunghe indagini dei carabinieri, erano stati identificati attraverso le intercettazioni telefoniche. Gli inquirenti, che avevano individuato in Serte Pershaku, 40 anni, il capo dell'organizzazione, che si trova rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere in Campania, sono stati però “beffati” dal modus operandi della gang: gli albanesi comunicavano al cellulare attraverso schede telefoniche intestate a terze persone. In sede processuale non è stato quindi possibile associare le voci alla persone coinvolte nel giro di prostituzione, e per questo motivo per i 14 albanesi è stato dichiarato il non luogo a procedere.  A mettere i carabinieri sulle tracce dei capi dell’organizzazione era stata una ragazza rumena, una delle tante prostitute messe in strada che stanca di quella vita aveva chiesto. E proprio dalle sue parole era emerso il quadro inquietante di quello che realmente accadeva lungo la strada del sesso.