Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Maggiori informazioni
Golf
PILLOLE DI GOLF/121: IL TORNEO AIGG DIAVOLINA FA TAPPA IN PIEMONTE

I giornalisti si sfidano a Cavaglià e a Biella


TREVISO - In terra piemontese la quinta e sesta tappa del calendario AIGG, sono state ospitate in due realtà particolarmente espressive: il Golf Club Cavaglià e Il Golf “Le Betulle” di Biella. Due Campi che nell’ambito pur considerevole dei Golf piemontesi, spiccano...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/120: L'ITALIAN PRO TOUR RIPARTE DA MONTECCHIA

La pioggia non ferma il torneo nel golf club padovano


MONTECCHIA - A dieci anni dalla nascita dell’Italian Pro Tour, è stato il Golf Club Montecchia a ospitare il primo dei due Challenge, importanti tappe del circuito italiano del Golf professionistico nell’ambito del Progetto Ryder Cup 2022, che hanno significato anche per il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/119: ARBITRI, ASSOCIAZIONE IN CRESCITA

L'Aiag ha tenuto la sua assemblea a Modena


TREVISO - L’Aiag - Associazione Italiana Arbitri Golf ha tenuto la sua assemblea il 7 maggio, in quel bel luogo che è Golf Club Modena.  Costituita nel dicembre del 2013, associa a oggi 160 arbitri di golf italiani. Un trend di nuovi associati in crescita, che evidenzia...continua

RACKET DEL SESSO, 18 MESI A DUE TREVIGIANI

Anche 14 albanesi erano imputati al processo, per loro è stato disposto il non luogo a procedere


TREVISO – (gp) Erano 16 gli imputati nell'udienza preliminare di fronte al gup Umberto Donà, due italiani e 14 albanesi, accusati di sfruttamento della prostituzione per aver controllato un vera e propria “tratta delle bianche” tra le province di Treviso e Venezia lungo la Pontebbana, da Mestre a Conegliano. Hanno patteggiato un anno e mezzo di reclusione Giampietro Fornasier, 41 anni, e Franco Dal Borgo 38 anni, entrambi di Santa Lucia di Piave. Le prostitute  chiamavano i due italiani al cellulare e loro arrivavano per riportale a casa, e per questo lavoro venivano pagati dagli albanesi, per i quali è stato disposto dal giudice il non luogo a procedere. I 14 imputati infatti, dopo lunghe indagini dei carabinieri, erano stati identificati attraverso le intercettazioni telefoniche. Gli inquirenti, che avevano individuato in Serte Pershaku, 40 anni, il capo dell'organizzazione, che si trova rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere in Campania, sono stati però “beffati” dal modus operandi della gang: gli albanesi comunicavano al cellulare attraverso schede telefoniche intestate a terze persone. In sede processuale non è stato quindi possibile associare le voci alla persone coinvolte nel giro di prostituzione, e per questo motivo per i 14 albanesi è stato dichiarato il non luogo a procedere.  A mettere i carabinieri sulle tracce dei capi dell’organizzazione era stata una ragazza rumena, una delle tante prostitute messe in strada che stanca di quella vita aveva chiesto. E proprio dalle sue parole era emerso il quadro inquietante di quello che realmente accadeva lungo la strada del sesso.