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Attualità
CONTRIBUTI ALL'EDITORIA? A TUTTI O A NESSUNO

Un tavolo unico tra editori (grandi e piccoli) e Presidenza del Consiglio per tagliare sprechi e speculazioni


Lascia davvero perplessi leggere su un prestigioso giornale come il Corriere della Sera, un pezzo dal taglio di per sé eloquente ove le radio politiche tolgono risorse alle altre radio e non...continua

Musica
IL CONCERTO A CA' TRON DEI SOLISTI DI RADIO VENETO UNO

VIDEO In programma le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi


TREVISO - In questo appuntamento con la grande musica classica questa settimana vi proponiamo l'evento dal vivo che l'orchestra da Camera I Solisti di Radio Veneto Uno diretti dal maestro Giorgio...continua

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Cronaca
GLI SKA-J LIVE A GARAGE MUSIC

Intervista e cinque pezzi registrati al Bianconiglio di Vittorio V.to


“Furio 30” si chiama il tour degli Ska-J che quest'anno celebra i 30 anni di carriera nella musica da professionista di Marco Furio Forieri. E Garage Music non poteva mancare ai festeggiamenti di questa importante tappa raggiunta da una delle icone della musica del Veneto. Siamo andati al Bianconiglio di Vittorio Veneto dove abbiamo...continua

25/02/2010

RACKET DEL SESSO, 18 MESI A DUE TREVIGIANI

Anche 14 albanesi erano imputati al processo, per loro è stato disposto il non luogo a procedere


TREVISO – (gp) Erano 16 gli imputati nell'udienza preliminare di fronte al gup Umberto Donà, due italiani e 14 albanesi, accusati di sfruttamento della prostituzione per aver controllato un vera e propria “tratta delle bianche” tra le province di Treviso e Venezia lungo la Pontebbana, da Mestre a Conegliano. Hanno patteggiato un anno e mezzo di reclusione Giampietro Fornasier, 41 anni, e Franco Dal Borgo 38 anni, entrambi di Santa Lucia di Piave. Le prostitute  chiamavano i due italiani al cellulare e loro arrivavano per riportale a casa, e per questo lavoro venivano pagati dagli albanesi, per i quali è stato disposto dal giudice il non luogo a procedere. I 14 imputati infatti, dopo lunghe indagini dei carabinieri, erano stati identificati attraverso le intercettazioni telefoniche. Gli inquirenti, che avevano individuato in Serte Pershaku, 40 anni, il capo dell'organizzazione, che si trova rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere in Campania, sono stati però “beffati” dal modus operandi della gang: gli albanesi comunicavano al cellulare attraverso schede telefoniche intestate a terze persone. In sede processuale non è stato quindi possibile associare le voci alla persone coinvolte nel giro di prostituzione, e per questo motivo per i 14 albanesi è stato dichiarato il non luogo a procedere.  A mettere i carabinieri sulle tracce dei capi dell’organizzazione era stata una ragazza rumena, una delle tante prostitute messe in strada che stanca di quella vita aveva chiesto. E proprio dalle sue parole era emerso il quadro inquietante di quello che realmente accadeva lungo la strada del sesso.