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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Vittima una barista: 5 mila euro per essere protetta

CHIEDE IL "PIZZO" DAL CARCERE

Il detenuto è stato rinviato a giudizio per estorsione


TREVISO – (gp) Le ha mandato una lettera dal carcere offrendole protezione. In cambio chiedeva soltanto 5 mila euro. All'inizio poteva sembrare uno scherzo, ma il carattere velatamente minaccioso della missiva ha spinto una barista trevigiana a sporgere denuncia. Ora l'uomo, che sta scontando una condanna definitiva nel carcere di Santa Bona, è stato rinviato a giudizio dal gip Gianluigi Zulian con l'accusa di estorsione. Non ancora fissata la data in cui il presunto estorsore dovrà presentarsi di fronte al giudice: al momento si sa solo che l'uomo avrebbe cercato di guadagnare qualche soldo sfruttando la paura di una ragazza che conosceva bene prima di finire dietro le sbarre. Nella lettera il detenuto fa esplicito riferimento a delle “conoscenze” all'esterno del carcere che, dietro compenso, sarebbero state in grado di assicurarsi che la barista non avrebbe avuto nulla da temere per la sua attività e per suo figlio. La donna, che all'inizio ha cominciato così a temere che quelle stesse “conoscenze”, se non avesse pagato, avrebbero potuto fare del male a lei, al figlio, o danneggiare il bar. Ma la barista non ha ceduto alle minacce della lettera e si è rivolta alle forze dell'ordine denunciando il fatto. Le successive indagini della Procura hanno appurato che seppur bonariamente minacciosa, la lettera aveva il chiaro intento di estorcere del denaro alla malcapitata. E per questo motivo ha deciso di mandare a processo il detenuto che chiedeva il pizzo dal carcere.