Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

Usavano operai di sei ditte balcaniche

MAXI FRODE DA 25 MLN

Azienda trevigiana della sinistra Piave nella bufera


TREVISO - (nc) Una maxi evasione di oltre 25 milioni di euro: coinvolta la Maeg, importante azienda metalmeccanica della sinistra-Piave con sede anche a Pordenone, al centro di un vero e proprio sistema che fin dal 2005 permetteva di frodare il fisco avvalendosi di altre sei aziende dell'area balcanica che fornivano mano d'opera. L'azienda fungeva così come una sorta di agenzia interinale potendo mettere in piedi quello che si può definire come una moderna forma di caporalato. Sono 18 le persone denunciate tra cui 5 italiani e 13 stranieri, tutti dirigenti che si sono avvicendati in questi anni alla guida delle aziende coinvolte nell'organizzazione. Tra questi ci sarebbero anche due titolari di società interinali romene. I costi del lavoro effettuato sul territorio italiano dagli operai “prestati” dalle ditte balcaniche risultavano finire a bilancio sotto la voce “spese per servizi”. L'indagine, durata oltre un anno è partita dall'analisi degli stessi bilanci: a fronte di un costo per il personale che rimaneva invariato, il volume d'affari per quanto riguarda i dati in subappalto erano invece cresciuti di molto in pochissimi anni. Il motivo era appunto l'affidamento di lavori, sotto forma di appalto, a società di cui tre croate, due bosniache ed una slovena che fornivano gli operai che lavoravano presso l'azienda trevigiana. E' stato infatti registrato come gli operai fossero stabilmente in Italia: potrebbero essere posti i sigilli nei prossimi giorni a tre appartamenti in cui gli stessi alloggiavano. Dal 2005 sarebbero oltre 120 gli operai che si sarebbero avvicendati presso l'azienda trevigiana. Ai nostri microfoni interviene il capitano Marco Brugnolo, capo sezione verifiche complesse del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

Galleria fotograficaGalleria fotografica