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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Usavano operai di sei ditte balcaniche

MAXI FRODE DA 25 MLN

Azienda trevigiana della sinistra Piave nella bufera


TREVISO - (nc) Una maxi evasione di oltre 25 milioni di euro: coinvolta la Maeg, importante azienda metalmeccanica della sinistra-Piave con sede anche a Pordenone, al centro di un vero e proprio sistema che fin dal 2005 permetteva di frodare il fisco avvalendosi di altre sei aziende dell'area balcanica che fornivano mano d'opera. L'azienda fungeva così come una sorta di agenzia interinale potendo mettere in piedi quello che si può definire come una moderna forma di caporalato. Sono 18 le persone denunciate tra cui 5 italiani e 13 stranieri, tutti dirigenti che si sono avvicendati in questi anni alla guida delle aziende coinvolte nell'organizzazione. Tra questi ci sarebbero anche due titolari di società interinali romene. I costi del lavoro effettuato sul territorio italiano dagli operai “prestati” dalle ditte balcaniche risultavano finire a bilancio sotto la voce “spese per servizi”. L'indagine, durata oltre un anno è partita dall'analisi degli stessi bilanci: a fronte di un costo per il personale che rimaneva invariato, il volume d'affari per quanto riguarda i dati in subappalto erano invece cresciuti di molto in pochissimi anni. Il motivo era appunto l'affidamento di lavori, sotto forma di appalto, a società di cui tre croate, due bosniache ed una slovena che fornivano gli operai che lavoravano presso l'azienda trevigiana. E' stato infatti registrato come gli operai fossero stabilmente in Italia: potrebbero essere posti i sigilli nei prossimi giorni a tre appartamenti in cui gli stessi alloggiavano. Dal 2005 sarebbero oltre 120 gli operai che si sarebbero avvicendati presso l'azienda trevigiana. Ai nostri microfoni interviene il capitano Marco Brugnolo, capo sezione verifiche complesse del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

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