Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 
ASCOLTA IL SERVIZIO ON-LINEAscolta la notizia

Usavano operai di sei ditte balcaniche

MAXI FRODE DA 25 MLN

Azienda trevigiana della sinistra Piave nella bufera


TREVISO - (nc) Una maxi evasione di oltre 25 milioni di euro: coinvolta la Maeg, importante azienda metalmeccanica della sinistra-Piave con sede anche a Pordenone, al centro di un vero e proprio sistema che fin dal 2005 permetteva di frodare il fisco avvalendosi di altre sei aziende dell'area balcanica che fornivano mano d'opera. L'azienda fungeva così come una sorta di agenzia interinale potendo mettere in piedi quello che si può definire come una moderna forma di caporalato. Sono 18 le persone denunciate tra cui 5 italiani e 13 stranieri, tutti dirigenti che si sono avvicendati in questi anni alla guida delle aziende coinvolte nell'organizzazione. Tra questi ci sarebbero anche due titolari di società interinali romene. I costi del lavoro effettuato sul territorio italiano dagli operai “prestati” dalle ditte balcaniche risultavano finire a bilancio sotto la voce “spese per servizi”. L'indagine, durata oltre un anno è partita dall'analisi degli stessi bilanci: a fronte di un costo per il personale che rimaneva invariato, il volume d'affari per quanto riguarda i dati in subappalto erano invece cresciuti di molto in pochissimi anni. Il motivo era appunto l'affidamento di lavori, sotto forma di appalto, a società di cui tre croate, due bosniache ed una slovena che fornivano gli operai che lavoravano presso l'azienda trevigiana. E' stato infatti registrato come gli operai fossero stabilmente in Italia: potrebbero essere posti i sigilli nei prossimi giorni a tre appartamenti in cui gli stessi alloggiavano. Dal 2005 sarebbero oltre 120 gli operai che si sarebbero avvicendati presso l'azienda trevigiana. Ai nostri microfoni interviene il capitano Marco Brugnolo, capo sezione verifiche complesse del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

Galleria fotograficaGalleria fotografica