Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Sondaggio Hobo Quaeris sul ddl intercettazioni

TREVIGIANI DISINFORMATI

Solo l'8 % conosce la "Legge Bavaglio"


TREVISO - (nc) “Legge bavaglio”: solo l'8% dei trevigiani è pienamente informato sul provvedimento, ma il 74% lo boccia o lo vorrebbe modificato. Giudizio non del tutto positivo sui livelli di libertà di stampa in Italia, per sette trevigiani su dieci i giornalisti subiscono condizionamenti. Questo quanto emerge da un sondaggio Hobo Quaeris effettuato nella giornata di giovedì interrogando un campione di 350 trevigiani. Solo il 7,9% del campione ritiene che vi sia piena libertà di stampa, contro un 34,1% che la ritiene ampia ma non del tutto sufficiente. Per il 10% è insufficiente, per il 35% sufficiente o appena sufficiente. Complessivamente, il dato medio mette in luce una valutazione critica (solo 7,28 su dieci) sul grado di effettiva libertà di stampa oggi in Italia. "Quello che erge - ha spiegato Giorgio De Carlo, a capo del gruppo di lavoro di Hobo-Quaeris - è soprattutto la bassissima percentuale di persone che possono dire di conoscere del dettaglio il decreto sulle intercettazioni. Le ragioni possono essere sono principalmente : l'informazione sulla materia viene percepita e ricondotta ricondotta alla aspra polemica politica in corso; inoltre in questa fase, la questione relativa alla libertà di informazione, che il campione comunque riconosce come del tutto soddisfacente, non è tra le priorità, quindi la materia viene approfondita in maniera non attentissima, come invece avviene con altre questioni, ad esempio il lavoro e l'occupazione".