Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Ribaltata in appello la sentenza di primo grado

PUSHER TORNA IN LIBERTÀ

Da 5 a 2 anni di reclusione (sospesi) per Jamal El Asri


PIEVE DI SOLIGO - (gp) Torna in libertà, dopo 13 mesi passati agli arresti domiciliari, il pusher di Pieve di Soligo. Era il giugno del 2009 quando il 27enne Jamal El Asri, regolare in Italia con un lavoro e un mutuo per comprare casa, finì in manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, arrestato dai carabinieri di Pieve di Soligo. La Procura di Treviso ottenne il giudizio immediato e il giovane, difeso dall'avvocato Andrea Zambon, venne condannato con rito abbreviato dal gup Valeria Castagna a cinque anni di reclusione. Determinanti per la sentenza furono le testimonianze rese dagli acquirenti, rintracciati in fase d'indagine grazie al sequestro dei telefoni cellulari usati dal pusher con cui gli inquirenti scoprirono il giro di spaccio. Un traffico modesto, visto che si trattava di quattro persone per circa una decina di cessioni di cocaina, tra l'altro con un principio attivo molto basso. Una di queste però, una donna, dichiarò che da quasi un anno, dal settembre del 2008, comprava la droga da Jamal El Asri per poi darla al marito. E proprio questa testimonianza ha fatto si che l'avvocato Andrea Zambon sia riuscito a ottenere dalla Corte d'Appello di Venezia la riduzione della pena a soli due anni con la sospensione condizionale, che in pratica si è tradotta con l'immediato ritorno in libertà del suo assistito. Il motivo? Le dichiarazioni rese dalla donna erano di fatto autoindizianti e quindi patologicamente inutilizzabili a processo in quanto la donna, nel momento in cui le ha rese ai carabinieri, avrebbe dovuto essere assistita da un avvocato. Così non fu, e quindi Jamal El Asri ha dovuto rispondere soltanto di poche cessioni, quantificate come ipotesi lieve di spaccio. Una vittoria per la difesa, condizionata da una leggerezza dell'accusa.