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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderā il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Ribaltata in appello la sentenza di primo grado

PUSHER TORNA IN LIBERTĀ

Da 5 a 2 anni di reclusione (sospesi) per Jamal El Asri


PIEVE DI SOLIGO - (gp) Torna in libertà, dopo 13 mesi passati agli arresti domiciliari, il pusher di Pieve di Soligo. Era il giugno del 2009 quando il 27enne Jamal El Asri, regolare in Italia con un lavoro e un mutuo per comprare casa, finì in manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, arrestato dai carabinieri di Pieve di Soligo. La Procura di Treviso ottenne il giudizio immediato e il giovane, difeso dall'avvocato Andrea Zambon, venne condannato con rito abbreviato dal gup Valeria Castagna a cinque anni di reclusione. Determinanti per la sentenza furono le testimonianze rese dagli acquirenti, rintracciati in fase d'indagine grazie al sequestro dei telefoni cellulari usati dal pusher con cui gli inquirenti scoprirono il giro di spaccio. Un traffico modesto, visto che si trattava di quattro persone per circa una decina di cessioni di cocaina, tra l'altro con un principio attivo molto basso. Una di queste però, una donna, dichiarò che da quasi un anno, dal settembre del 2008, comprava la droga da Jamal El Asri per poi darla al marito. E proprio questa testimonianza ha fatto si che l'avvocato Andrea Zambon sia riuscito a ottenere dalla Corte d'Appello di Venezia la riduzione della pena a soli due anni con la sospensione condizionale, che in pratica si è tradotta con l'immediato ritorno in libertà del suo assistito. Il motivo? Le dichiarazioni rese dalla donna erano di fatto autoindizianti e quindi patologicamente inutilizzabili a processo in quanto la donna, nel momento in cui le ha rese ai carabinieri, avrebbe dovuto essere assistita da un avvocato. Così non fu, e quindi Jamal El Asri ha dovuto rispondere soltanto di poche cessioni, quantificate come ipotesi lieve di spaccio. Una vittoria per la difesa, condizionata da una leggerezza dell'accusa.