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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Catanese, era latitante dal 1999

ARRESTATO VITO ZAPPALĀ

Fermato dalla polizia mentre faceva jogging


MOGLIANO - (nc) E' stato arrestato a Mogliano mercoledì poco dopo le 9 mentre faceva jogging come tutte le mattine: in tuta e affaticato dalla corsa mai si sarebbe aspettato di finire in carcere dopo ben 11 anni di latitanza. A finire in manette il 61enne Vito Zappalà: a bloccarlo gli agenti della squadra mobile di Treviso e della Polizia di Catania. L'uomo, inserito nella lista dei 30 ricercati più pericolosi al pari del boss Mattia Messina Denaro, si nascondeva da qualche mese nella Marca, a Mogliano, presso un'abitazione di via Barbiero che divideva con una donna con cui aveva una relazione, un'impiegata trevigiana di 48 anni, separata. Neppure lei era a conoscenza del passato del compagno che era in Italia con documenti e passaporto falsi e con il nome di tale Rosario Vilardi. L'uomo è affiliato al clan catanese dei Laudani e deve scontare ben 29 anni di carcere per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, una condanna che risale al 1996. Era poi fuggito verso il nord-Europa, nascondendosi tra Belgio e Olanda: da li gestiva i traffici di droga per conto della mafia. “Treviso non è immune da infiltrazioni mafiose”: ha commentato il Questore di Treviso, Carmine Damiano. Questo infatti è il secondo arresto in Veneto di un rappresentante mafioso in Veneto nel giro di appena una settimana. L'uomo utilizzava oltre 20 schede telefoniche e da qualche mese, per amore di quella donna che lo ospitava, aveva deciso di tornare in Italia: la sua identificazione risale a poche settimane fa. Al momento dell'arresto Vito Zappalà ha tentato di negare l'evidenza fornendo false generalità ma ha poi subito ritrattato quando ha visto tra gli agenti alcuni poliziotti catanesi che da anni lo braccavano e ben lo conoscevano.


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