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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Nel mirino della Finanza un 60enne di Montebelluna

EVADE 20 MILIONI DI EURO

Titolare di una ditta, commerciava auto di lusso


MONTEBELLUNA – (gp) In appena due anni, tra il 2006 e il 2007, aveva venduto auto di lusso per un totale di 20 milioni di euro senza mai dichiarare nulla al Fisco e quindi senza mai versare nessun tipo di imposta, per una violazione all'Iva di oltre 11 milioni di euro. Un commerciante d'auto di Montebelluna è finito così nella rete dei controlli della Guardia di Finanza di Treviso, che ha operato in collaborazione con la tenenza di Montebelluna e dal collaterale Organo Tedesco nell'ambito dei progetti di assistenza amministrativa stilati dai Paesi Comunitari per combattere il commercio fraudolento di autovetture di pregio. Già nella prima fase degli accertamenti è emerso che l’impresa non aveva istituito alcuna scrittura cronologica, limitandosi a conservare qualche fattura d’acquisto e di vendita. Una più approfondita verifica fiscale, che è stata una vera e propria ricostruzione capillare sviluppata prendendo in esame ogni singola autovettura importata dall’estero fino all’individuazione degli acquirenti italiani, risultati essere principalmente rivenditori di auto ma anche privati cittadini, ha consentito di individuare i fornitori appartenenti all’U.E. distribuiti tra Austria, Belgio, Germania e Olanda. Nei due anni verificati sono state importate 568 autovetture, tutte di grossa cilindrata rivendute a 44 concessionari operanti nelle provincie di Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Pordenone, Udine, Milano, Bergamo, Brescia, Reggio Emilia, Genova, Ancona, Firenze e a privati distribuiti più localmente. L’attività era gestita, a mezzo di una ditta individuale, da un sessantenne montebellunese che è stato denunciato per omissione della presentazione della dichiarazione dei redditi, emissione di fatture per operazioni inesistenti, falsità ideologica e truffa ai danni dello Stato con l'aggravante della continuazione del reato.