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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Riciclava in Italia i narcodollari di Pablo Escobar

MIDOLO PRESO A PANAMA

Latitante da 4 anni, arrestato dalla Squadra Mobile


Roberto Maria Midolo

TREVISO – (gp) Latitante da quattro anni, è finito nella rete della Squadra Mobile di Treviso che lo ha arrestato nella Repubblica di Panama. E' terminata la fuga di Roberto Maria Midolo (in foto), 50enne catanese considerato l'aggancio italiano del “signore della droga”, il famoso narcotrafficante colombiano Pablo Escobar (galleria fotografica). Un gran colpo per la Polizia trevigiana che ha assicurato alla giustizia uno dei più grandi riciclatori di narcodollari al mondo. Dal 23 dicembre 2006 infatti su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dalla Procura Generale di Firenze in seguito alla condanna definitiva a 5 anni di reclusione: Midolo era stato giudicato colpevole di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro sporco. Una condanna che è stata l'ultimo atto di un'inchiesta partita nel lontano 1993 dalla DEA statunitense e che ha visto coinvolte l'Interpol, la Polizia e la Direzione Distrettuale Antimafia. L'indagine si concentrava sui cosiddetti “Swap”, ovvero le transazioni bancarie riguardo al mercato dell'oro. Gli inquirenti scoprirono un filo diretto che collegava Panama, Colombia e Italia, partendo da un trasferimento sospetto di 150 mila dollari da Atlanta ad Arezzo. L'attività di intelligence portò a smascherare un riciclaggio di denaro che proveniva direttamente dal cartello colombiano di Medellin. Invischiati nel traffico, che in appena due mesi era stato capace di trasferire 3 miliardi di dollari in Italia facendo partire su navi cargo 2 tonnellate d'oro, tre istituti bancari e diverse società orafe. La conferma per le forze dell'ordine arrivò nel 1994 da Vicenza, alla fiera “Vicenza oro” dove si diedero appuntamento l'ex cassiere di Pablo Escobar, Gustavo Delgado, il siriano Salim Murdok, e i fratelli Luciano e Francesco Pataro, titolari di aziende orafe ad Arezzo, nonché cugini di Roberto Midolo, che venne considerato l'anello di congiunzione tra l'Italia e il Sudamerica. In quell'occasione la Procura Distrettuale Antimafia di Firenze, su segnalazione della DEA americana, arrestò Delgado, emise a carico degli altri quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere e spedì anche 6 avvisi di garanzia a funzionari di banca toscani e vicentini. Per anni Midolo si nascose a Panama, dov'era conosciuto come Roberto Midolo Maltese, ma qualche mese fa, nell'ambito di un'indagine per altri reati, Midolo venne intercettato dalla Squadra Mobile di Treviso. Un'attenta attività d'intelligence ha permesso di scoprire il nascondiglio di Midolo e, in collaborazione con la Polizia Nazionale di Panama, il latitante è stato tenuto d'occhio, pedinato e infine arrestato, proprio mentre stava per lasciare il paese. Ai nostri microfoni illustra l'operazione il dirigente della Squadra Mobile di Treviso, il dottor Riccardo Tumminia.


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