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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Riciclava in Italia i narcodollari di Pablo Escobar

MIDOLO PRESO A PANAMA

Latitante da 4 anni, arrestato dalla Squadra Mobile


Roberto Maria Midolo

TREVISO – (gp) Latitante da quattro anni, è finito nella rete della Squadra Mobile di Treviso che lo ha arrestato nella Repubblica di Panama. E' terminata la fuga di Roberto Maria Midolo (in foto), 50enne catanese considerato l'aggancio italiano del “signore della droga”, il famoso narcotrafficante colombiano Pablo Escobar (galleria fotografica). Un gran colpo per la Polizia trevigiana che ha assicurato alla giustizia uno dei più grandi riciclatori di narcodollari al mondo. Dal 23 dicembre 2006 infatti su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dalla Procura Generale di Firenze in seguito alla condanna definitiva a 5 anni di reclusione: Midolo era stato giudicato colpevole di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro sporco. Una condanna che è stata l'ultimo atto di un'inchiesta partita nel lontano 1993 dalla DEA statunitense e che ha visto coinvolte l'Interpol, la Polizia e la Direzione Distrettuale Antimafia. L'indagine si concentrava sui cosiddetti “Swap”, ovvero le transazioni bancarie riguardo al mercato dell'oro. Gli inquirenti scoprirono un filo diretto che collegava Panama, Colombia e Italia, partendo da un trasferimento sospetto di 150 mila dollari da Atlanta ad Arezzo. L'attività di intelligence portò a smascherare un riciclaggio di denaro che proveniva direttamente dal cartello colombiano di Medellin. Invischiati nel traffico, che in appena due mesi era stato capace di trasferire 3 miliardi di dollari in Italia facendo partire su navi cargo 2 tonnellate d'oro, tre istituti bancari e diverse società orafe. La conferma per le forze dell'ordine arrivò nel 1994 da Vicenza, alla fiera “Vicenza oro” dove si diedero appuntamento l'ex cassiere di Pablo Escobar, Gustavo Delgado, il siriano Salim Murdok, e i fratelli Luciano e Francesco Pataro, titolari di aziende orafe ad Arezzo, nonché cugini di Roberto Midolo, che venne considerato l'anello di congiunzione tra l'Italia e il Sudamerica. In quell'occasione la Procura Distrettuale Antimafia di Firenze, su segnalazione della DEA americana, arrestò Delgado, emise a carico degli altri quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere e spedì anche 6 avvisi di garanzia a funzionari di banca toscani e vicentini. Per anni Midolo si nascose a Panama, dov'era conosciuto come Roberto Midolo Maltese, ma qualche mese fa, nell'ambito di un'indagine per altri reati, Midolo venne intercettato dalla Squadra Mobile di Treviso. Un'attenta attività d'intelligence ha permesso di scoprire il nascondiglio di Midolo e, in collaborazione con la Polizia Nazionale di Panama, il latitante è stato tenuto d'occhio, pedinato e infine arrestato, proprio mentre stava per lasciare il paese. Ai nostri microfoni illustra l'operazione il dirigente della Squadra Mobile di Treviso, il dottor Riccardo Tumminia.


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