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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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La denuncia del Comitato per la casa Treviso

CASE ATER SFITTE.. E MURATE!

Una lettera illustra la situazione di via Bianchini


TREVISO - (gp) Il problema delle case Ater non ancora assegnate ha radici lontane nel tempo, tanto da divenire non solo dibattito politico ma a volte scontro tra cittadini e amministrazione comunale. L'ultima denuncia arriva dal Comitato per la Casa Treviso, che prende in esame la questione di via Bianchini, dove 50 appartamenti sfitti non solo non sarebbero stati ammodernati come promesso, ma addirittura "murati" per evitare che qualcuno li occupi abusivamente. Di seguito la lettera denuncia inviata alla redazione di Radio Veneto Uno dal Comitato per la casa Treviso:

 

"Nell'ormai lontano 28 marzo 2009 abbiamo deciso di fare emergere un problema a dir poco vergognoso che è presente nella nostra città: le case Ater sfitte in via Bianchini, nel quartiere di Santa Bona. Con un gesto simbolico volevamo infatti sottolineare come in quella via vi fossero molti appartamenti di edilizia popolare vuoti e lasciati all'incuria, nonostante la crisi si facesse sempre più concreta e molte persone cominciassero a perdere il lavoro e conseguentemente la casa. Molto presto, affrontando il problema con i residenti della zona, gli appartamenti da molti sono diventati troppi: le persone continuavano a segnalarci abitazioni sfitte. Inoltre le persona  con cui abbiamo parlato  hanno sottolineato come anche le unità ancora abitate sono designate allo stesso destino in quanto chi di dovere ha smesso da anni di prestare la manutenzione dovuta. Ben presto si è sollevato un polverone sulla questione abitativa, Sono stati rilevati gli ormai insostenibili prezzi di mercato degli affitti e l'aumento degli sfratti per morosità. Un gesto simbolico ha fatto emergere una situazione gravissima.
A questo punto, non potendo fare diversamente, il mondo della politica (in primis l'amministrazione comunale) si è dovuto pronunciare: è emerso da una serie di interrogazioni comunali che gli appartamenti sfitti non erano solo troppi (50 contati solo in via Bianchini), ma spaventosamente troppi (250 dislocati in tutto il comune di Treviso). È giunta a questo punto anche una buona notizia: c’era un piano edilizio che avrebbe recuperato queste unità. Dopo un anno però è accaduto un fatto strano... Nonostante il gran parlare e promettere, le uniche cose che sono partite sono state 8 denunce per chi aveva posto il problema, ma della partenza dei lavori neanche l'ombra.
Allora siamo tornati in via Bianchini per ribadire che il problema abitativo non si risolve con le denunce e criminalizzando chi fa emergere questi problemi, ma semplicemente facendo i lavori all'interno degli appartamenti. Con stupore ci siamo accorti che alcuni lavori erano stati fatti: murare completamente le abitazioni per impedire che qualcun altro vi potesse entrare.
Credendo che la criminalizzazione fosse ingiusta abbiamo fatto ricorso contro le denunce, convinti che la vera ingiustizia fosse quella di lasciare 250 appartamenti sfitti, alimentando così il mercato speculativo privato, proprio ora che la crisi sta raggiungendo livelli ancor più elevati.
Dopo questo fatto tutti quanti si sono rimessi a fare grandi discussioni e grandi progetti, le televisioni ed i giornali a riportare i dati della crisi sul fronte casa che via via vanno peggiorando, ma tutti ricordando sempre la nostra iniziativa ed il “merito” di aver dato il là al dibattito.
Ad oggi, dopo sette mesi dall'ultima iniziativa, l'unico ente che si è mosso per la questione è stato il tribunale che ci ha recapitato i decreti penali di condanna i quali prevedono il pagamento di una multa per i fatti citati.
Noi speriamo almeno che chi di dovere prenda esempio dalla velocità del tribunale e cominci subito i lavori di ristrutturazione delle abitazioni e le assegni a chi ha bisogno, visto che le liste di attesa delle case popolari sono sempre più lunghe. Inoltre ci auguriamo che i soldi incassati grazie alle nostre multe vengano utilizzati proprio per iniziare i lavori".