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Golf
PILLOLE DI GOLF/263: IL VICENTINO MIGLIOZZI MIGLIOR AZZURRO AL CHINA OPEN

A Shenzen il finlandese Korhonen si impone al playoff sul francese Hebert


SHENZEN - Sono ben quattro gli azzurri che partecipano al Volvo China Open, evento dell’Asian Tour e dell’European Tour, in programma a Shenzhen, al Tradition at Wolong Valley, di Chengdu in Cina. È Il venticinquesimo anniversario di questo torneo, che significa scadenza molto...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/20: GOLF CLUB CASTELFALFI

Tra le colline del Chianti, il paesaggio fa dimenticare anche le difficoltà tecniche


CASTELFALFI - Si arriva a Castelfalfi, località ignota ai più, percorrendo le luminose colline del Chiantigiano che riservano splendidi scorci. Siamo a Montaione, nei pressi dei borghi di San Gimignano e di Volterra, e Castelfalfi è un piccolo villaggio medievale arroccato...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/262: LA PRIMA VOLTA DEL MASTERS IN ROSA

Sfida tra le migliori 72 dilettanti sul mitico Augusta National


AUGUSTA - Si tratta di un evento storico per il golf femminile: per la prima volta il Masters in rosa.A giocare all’Augusta National, il mitico percorso voluto da Bobby Jones, sono le migliori 72 dilettanti del mondo. Tra loro, quattro azzurre: Virginia Elena Carta, Caterina Don, Alessandra...continua

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Il gas non sarebbe dovuto essere presente nel silos

NELLA CISTERNA C'ERA METANO

Giallo sulla morte del 59enne Gianfranco Pezzuto


MOTTA DI LIVENZA – (gp) All'interno della cisterna saltata in aria il 14 ottobre scorso presso la “Latteria e caseificio Moro” di via Postumia a Motta di Livenza, e che ha provocato la morte dell'operaio 59enne di Salgareda Gianfranco Pezzuto, ci sarebbe stato del metano. Una novità inquietante che emerge dalle indagini della magistratura e che rende ancora più misteriosa la morte dell'operaio. Ora è necessario capire se si sia trattao comunque di un evento eccezionale o, al contrario, prevedibile e dunque evitabile. Al momento, anche alla luce dei risultati delle analisi svolte e in attesa della relazione dei tecnici dello Spisal che hanno il compito di valutare se tutte le procedure di sicurezza siano state osservate, non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Dai primi accertamenti della procura però due sarebbero le strade possibili per spiegare come possa essere entrato il gas nel silos, dove non doveva esserci. La prima ipotesi è che sia stato esalato dal terreno ed entrato nella cisterna attraverso il pozzo artesiano usato per riempirla. La seconda è che il gas fosse già presente nel silos. A rendere però ancora più intricata la questione il fatto che la cisterna fosse stata bonificata meno di un mese prima che si consumasse la tragedia. Al momento quindi le cause della morte di Gianfranco Pezzuto sono ancora avvolta nel mistero.