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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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La storia di Fabio Alvino, in carcere per il mefedrone

FACEBOOK: BEFFATO DUE VOLTE

Teneva i contatti sul social network che l'ha incastrato


TREVISO – (gp) Beffato due volte da Facebook: riuscire a gestirsi il “giro” e fare affari attraverso il social network e poi essere incastrato dalla stessa piattaforma virtuale che gli aveva portato clienti e denaro. Nemmeno lui ci credeva quando gli agenti di polizia giudiziaria lo hanno prelevato da casa e portato a Santa Bona. “Maledetto Facebook” avrà pensato Fabio Alvino, il 19enne trevigiano indagato per spaccio nell'inchiesta sul mefedrone, che per una leggerezza, come l'ha definita il suo legale, l'avvocato Fabio Crea, ha visto svanire il beneficio degli arresti domiciliari a cui era sottoposto per aver violato il divieto di comunicare con terze persone al di fuori dei familiari conviventi. “Il Libanese”, come si era fatto chiamare in pieno stile “Romanzo criminale”, per tenere i contatti con i propri acquirenti avrebbe proprio utilizzato Facebook stando a quanto gli viene contestato. Una volta beccato però, nell'ottobre scorso al “Bosco del Respiro” a Santa Bona dove secondo gli inquirenti Alvino era solito smerciare il mefedrone, il suo profilo era sotto controllo e, una volta ottenuti gli arresti domiciliari con tanto di dichiarazione esplicita del gip di non poter comunicare con nessuno al di fuori di casa, Fabio Alvino per evitare di tornare in carcere avrebbe soltanto dovuto rispettare i patti. “Lo trovo un provvedimento legittimo anche se severo – ha affermato il legale dello studente, l'avvocato Fabio Crea – Non mi sembra che siano state commesse violazioni serie, ma ci sono comunque state, e dunque la decisione del giudice tecnicamente non è sbagliata. Valuteremo se presentare ricorso al tribunale del Riesame per ottenere la scarcerazione”.



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29/03/2011 - Evade su Facebook, in cella