Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

La storia di Fabio Alvino, in carcere per il mefedrone

FACEBOOK: BEFFATO DUE VOLTE

Teneva i contatti sul social network che l'ha incastrato


TREVISO – (gp) Beffato due volte da Facebook: riuscire a gestirsi il “giro” e fare affari attraverso il social network e poi essere incastrato dalla stessa piattaforma virtuale che gli aveva portato clienti e denaro. Nemmeno lui ci credeva quando gli agenti di polizia giudiziaria lo hanno prelevato da casa e portato a Santa Bona. “Maledetto Facebook” avrà pensato Fabio Alvino, il 19enne trevigiano indagato per spaccio nell'inchiesta sul mefedrone, che per una leggerezza, come l'ha definita il suo legale, l'avvocato Fabio Crea, ha visto svanire il beneficio degli arresti domiciliari a cui era sottoposto per aver violato il divieto di comunicare con terze persone al di fuori dei familiari conviventi. “Il Libanese”, come si era fatto chiamare in pieno stile “Romanzo criminale”, per tenere i contatti con i propri acquirenti avrebbe proprio utilizzato Facebook stando a quanto gli viene contestato. Una volta beccato però, nell'ottobre scorso al “Bosco del Respiro” a Santa Bona dove secondo gli inquirenti Alvino era solito smerciare il mefedrone, il suo profilo era sotto controllo e, una volta ottenuti gli arresti domiciliari con tanto di dichiarazione esplicita del gip di non poter comunicare con nessuno al di fuori di casa, Fabio Alvino per evitare di tornare in carcere avrebbe soltanto dovuto rispettare i patti. “Lo trovo un provvedimento legittimo anche se severo – ha affermato il legale dello studente, l'avvocato Fabio Crea – Non mi sembra che siano state commesse violazioni serie, ma ci sono comunque state, e dunque la decisione del giudice tecnicamente non è sbagliata. Valuteremo se presentare ricorso al tribunale del Riesame per ottenere la scarcerazione”.



Notizie collegateNOTIZIE COLLEGATE Notizie collegate
29/03/2011 - Evade su Facebook, in cella