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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Già nel marzo 2009 aveva confessato il peculato

CASO BOLZAN: POCHI CONTROLLI

Depositate le motivazioni della sentenza Ulss 9


TREVISO – (gp) Sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha condannato, per il buco di 4 milioni di euro nelle casse dell'Ulss 9, l'ex dipendente dell'azienda sanitaria trevigiana Loredana Bolzan a 11 anni di carcere, il fratello Luigi Bolzan a 8 anni e l'amico Massimo Zanta a 5 anni. Il passaggio forse più inaspettato nelle 22 pagine scritte dal gup Elena Rossi, è la notizia che Loredana Bolzan, in sede di interrogatorio, aveva reso piena confessione dei reati commessi già il 4 marzo del 2009. La donna aveva infatti spiegato agli inquirenti “il meccanismo attraverso il quale era riuscita ad appropriarsi del denaro reso possibile dal fatto che i sistemi informatici erano totalmente autonomi uno dall'altro e dalla mancanza di controlli”. Dalle carte emerge anche che Massimo Zanta, il quale secondo gli accordi presi con la Bolzan avrebbe dovuto versare alla donna i due terzi delle somme che transitavano per i suoi conti, oltre a non aver restituito quanto pattuito avrebbe pure reso dichiarazioni false in sede di interrogatorio. La Bolzan è stata inoltre riconosciuta un incaricato di pubblico servizio, motivo per il quale il reato contestato è stato peculato e non appropriazione indebita, perchè anche se il rapporto di impiego era stato privatizzato non elimina la propria rilevanza pubblica. In più ha agito in piena autonomia e determinava con ampia discrezionalità il contenuto dei provvedimenti di liquidazione che il cassiere doveva soltanto eseguire.