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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

NovitÓ di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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GiÓ nel marzo 2009 aveva confessato il peculato

CASO BOLZAN: POCHI CONTROLLI

Depositate le motivazioni della sentenza Ulss 9


TREVISO – (gp) Sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha condannato, per il buco di 4 milioni di euro nelle casse dell'Ulss 9, l'ex dipendente dell'azienda sanitaria trevigiana Loredana Bolzan a 11 anni di carcere, il fratello Luigi Bolzan a 8 anni e l'amico Massimo Zanta a 5 anni. Il passaggio forse più inaspettato nelle 22 pagine scritte dal gup Elena Rossi, è la notizia che Loredana Bolzan, in sede di interrogatorio, aveva reso piena confessione dei reati commessi già il 4 marzo del 2009. La donna aveva infatti spiegato agli inquirenti “il meccanismo attraverso il quale era riuscita ad appropriarsi del denaro reso possibile dal fatto che i sistemi informatici erano totalmente autonomi uno dall'altro e dalla mancanza di controlli”. Dalle carte emerge anche che Massimo Zanta, il quale secondo gli accordi presi con la Bolzan avrebbe dovuto versare alla donna i due terzi delle somme che transitavano per i suoi conti, oltre a non aver restituito quanto pattuito avrebbe pure reso dichiarazioni false in sede di interrogatorio. La Bolzan è stata inoltre riconosciuta un incaricato di pubblico servizio, motivo per il quale il reato contestato è stato peculato e non appropriazione indebita, perchè anche se il rapporto di impiego era stato privatizzato non elimina la propria rilevanza pubblica. In più ha agito in piena autonomia e determinava con ampia discrezionalità il contenuto dei provvedimenti di liquidazione che il cassiere doveva soltanto eseguire.