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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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In tre finiscono davanti al giudice per truffa

RAGGIRATO PER UNA FERRARI

La vittima aveva pagato 205 mila euro per una F340


TREVISO – (gp) A finire sotto processo per truffa sono in tre, accusati di essersi intascati i 205 mila euro di un malcapitato che li aveva contattati per comprare una Ferrari F430. Valerio Marradi, 34enne originario di Napoli ma residente a Santa Lucia di Piave, Luca Capovilla, 48enne di Montebelluna e Antonio Pizzo, 56enne palermitano residente a Fossalta, avevano messo in piedi un business fondato sulla compravendita di auto di lusso. Soci a vario titolo della società “L&M Auto Exclusive” erano stati contattati dalla vittima, un facoltoso trevigiano, il quale voleva comprare una Ferrari F340. Come garanzia dell'acquisto il malcapitato aveva versato un acconto di 40 mila euro attendendo conferma. Era il marzo del 2006 quando versò il denaro nelle casse della società e a maggio non aveva ancora visto traccia dell'auto. In un secondo colloquio i tre imputati, per non essere scoperti, gli avevano chiesto altri 165 mila euro per formalizzare l'acquisto con una concessionaria tedesca, facendogli pure vedere un finto bonifico riportante la stessa cifra che doveva versare. Secondo assegno e seconda presa in giro. All'uomo, che non ha mai visto la Ferrari, non è rimasto altro da fare che sporgere denuncia. Approdati a giudizio, il caso è stato trasferito alla Procura di Como per competenza territoriale.