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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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La Corte di Giustizia dell'Ue bacchetta l'Italia

CLANDESTINITÀ: REATO BOCCIATO

La norma viola la direttiva europea sui rimpatri


LUSSEMBURGO – (gp) In molti, dai magistrati ai politici passando anche per i semplici cittadini, lo avevano sottolineato dal giorno della sua entrata in vigore: definire reato una condizione di stato non è ammissibile e viola i diritti dell'uomo. Era l'estate del 2009 quando, nel pacchetto sicurezza varato dal governo, era stato introdotto il reato di clandestinità per cui si prevedeva l'arresto obbligatorio. A distanza di quasi due anni la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha bocciato la norma italiana specificando che non è punibile con la reclusione. "La direttiva sul rimpatrio dei migranti irregolari - si legge nella sentenza - osta a una normativa nazionale che punisce con la reclusione il cittadino di un paese terzo in soggiorno irregolare che non si sia conformato a un ordine di lasciare il territorio nazionale". La norma è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini perché “può compromettere la realizzazione dell’obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. «La Corte - si legge nel dispositivo - considera che gli Stati membri non possono introdurre una pena detentiva solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e che il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare in detto territorio». Una sentenza, che giunge in piena campagna elettorale, destinata a far discutere soprattutto a fronte degli ultimi fatti di cronaca riguardo allo sbarco dei profughi libici.