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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il patron della "Broke" è accusato di bancarotta

"KING BADO" A PROCESSO

Alla sbarra per il fallimento della società "The Family"


TREVISO – (gp) Continua la vicenda giudiziaria che vede implicato il patron della “Broke”, la linea di street wear che dalla Marca era partita a conquistare gli scaffali di Europa e America. Alla sbarra, di fronte al collegio dei giudici del tribunale di Treviso, c'era infatti Alessandro Bado, il presidente del consiglio d'amministrazione della società “The Family” di Silea che gestiva anche il marchio “Broke” e il membro del cda Gian Paolo Fattori. Ai due rappresentanti dell'azienda, nata il 17 maggio 2006 e dichiarata fallita il 23 maggio 2008, viene infatti contestato di aver sottratto le scritture contabili che non vennero mai trovate dal curatore fallimentare. In più non avrebbero versato le imposte di registro per un totale di 419.869 euro, creando un buco, secondo la Procura, di circa due milioni di euro. E proprio per ascoltare la testimonianza del curatore fallimentare il procedimento penale è stato rinviato al prossimo 29 settembre.