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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Domani, vertice tra le parti al ministero

DATALOGIC, SIT IN A BOLOGNA

Alla sede centrale con i colleghi delle fabbriche italiane


TREVISO – (mz) Hanno protestato contro la chiusura dello stabilimento davanti al quartier generale della multinazionale a Lippo di Calderara di Reno, in provincia di Bologna. Anche i lavoratori della Datalogic di Quinto hanno partecipato alla manifestazione di tutti gli addetti del gruppo: dalla Marca sono scesi nel bolognese circa 75 persone. Gli altri colleghi sono rimasti, invece, a presidiare la fabbrica, occupata dal 27 maggio scorso. Con i trevigiani anche i dipendenti della sede bolognese e di quella di Teramo, gli altri due siti gestiti dalla società in Italia: in entrambe gli stabilimenti per l’occasione è stato indetto uno sciopero di otto ore, con un’adesione, secondo i sindacati, molto elevata. Motivo dell’agitazione, appunto, l’annuncio dell’azienda di dismettere la fabbrica trevigiana, nonostante i buoni risultati economici, per trasferire le produzioni in Vietnam. Rischiano il posto di lavoro in 146 persone. Mercoledì 8 è convocato un incontro tra le parti al ministero dello Sviluppo economico: i rappresentanti dei lavoratori chiederanno di far pressione perché il piano di esuberi venga ritirato. In caso contrario – ma per i sindacati si tratta solo dell’ipotesi estrema – si dovrà iniziare a discutere di ammortizzatori sociali.

Ai nostri microfoni, Elio Boldo, segretario provinciale della Fiom Cgil.