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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Domenica raduno Triveneto degli Alpini

IN MARCIA VERSO BELLUNO

Da Cison 35 penne nere accompagnati da due muli


TREVISO - Da Cison di Valmarino raggiungeranno Belluno a piedi con due muli, Asia e Gongolo, percorrendo 50 km. Sono già in marcia gli alpini del primo raggruppamento di Treviso (composto dai gruppi Reginato, Città e Tommaso Salsa) che parteciperanno all'annuale Raduno Triveneto degli Alpini. Si tratta del quarto “Percorso della memoria” e vi stanno prendendo parte ben 35 penne nere. Gli alpini trevigiani si fermeranno per la notte a Trichiana, nel Bellunese, ospiti del salesiani per il loro quarto percorso della memoria. A piedi erano già andati alle adunate di Asiago nel 2006, a Bassano nel 2008 e di nuovo nel 2010. E a piedi andranno anche a Feltre, nel 2012. Ma intanto il pensiero è a questa due giorni di camminata. Loro hanno le idee chiare. “Lo facciamo per sottolineare che non ci può essere futuro senza il ricordo, che nessun albero sopravvive senza radici, anche in tempi come quelli che viviamo e qualche volta subiamo, mettiamo l’accento su quello che non moltissimi anni fa era la normalità: camminare, zaino in spalla, mulo a fianco, prendendo il tempo che serve, vedendo i luoghi che attraversiamo, non solo guardandoli, assaporando il calore della gente che ci vede passare, assaporando i profumi dei campi e dei boschi, assaporando le fatiche e le gioie con qualche amico a fianco. E’ inutile chiederci perché facciamo queste cose: le facciamo perché le sentiamo nostre”.