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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Nessuna responsabilità per allenatore e proprietario

CAVALLO DOPATO, ASSOLTI

Innocenti Massimo Lorenzi e Raffaello Ruffato


TREVISO – (gp) Erano finiti alla sbarra con l'accusa di maltrattamenti di animali per aver dopato un cavallo e di frode sportiva per aver alterato il risultato della gara proprio in base alla somministrazione al cavallo vincente di sostanze proibite. In aula però Massimo Lorenzi, l'allenatore di “Espress ride”, e Raffaello Ruffato, il proprietario, sono stati assolti con formula piena dalle accuse per non aver commesso il fatto. La gara di trotto incriminata all'ippodromo Sant'Artemio di Treviso risale al maggio 2009. Secondo la ricostruzione della Procura i due imputati, in acccordo tra loro, avrebbero somministrato una sostanza proibita (il dimetilsulfossido) a "Espress ride" per farlo vincere e così alterare l’esito di una competizione sportiva. A convincere gli inquirenti ad avviare il procedimento penale furono le analisi antidoping effettuate sui liquidi biologici del cavallo al termine della competizione. I veterinari dell’ippodromo trevigiano misero in evidenza che al cavallo era stato somministrato il Dmso, una sostanza che viene utilizzata come antinfiammatorio per curare le ferite alle zampe dei cavalli e che, dagli ultimi risultati dei laboratori antidoping italiani e francesi, avrebbe soppiantato la cocaina come agente dopante per aumentare le prestazioni dei cavalli. Il giudice, esaminate le prove, ha stabilito che nulla di tutto quello che veniva contestato ai due imputati era in realtà stato commesso.