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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

NovitÓ di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Il festival d'arte contemporanea di Pieve di Soligo

LOST IN PAINTING

A Villa Bardolini le opere di 6 giovani artisti


PIEVE DI SOLIGO - Sabato 10 settembre torna a Villa Brandolini, a Solighetto di Pieve di Soligo, il festival d’arte contemporanea Arte in Rete con la seconda edizione di Lost in Painting, esposizione promossa dalla Provincia di Treviso in collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo e la Fondazione Fabbri.

La rassegna, curata da Carlo Sala, vuole creare una mappatura delle più interessanti tendenze dell’arte emergente a nord-est. Una mostra realizzata secondo una visione plurale, fatta di stilemi profondamente diversi e sintomatici della produzione artistica recente. Negli spazi di Villa Brandolini saranno esposte fino a domenica 23 ottobre, le opere di Antonio Bardino, Gabriele Bonato, Jernej Forbici, Gabriele Grones, Tiziano Martini, Aleksander Velišček.

Nei lavori degli autori si parla di società in chiave ironica e provocatoria, ma anche di speranza o disillusione tramite alcune riflessioni sui grandi cambiamenti per giungere ad visione consapevole del presente. L’Europa è una delle tematiche centrali, intesa come comunità di individui, ma anche come il sentire di popoli differenti connotati da tradizioni fortemente radicate. Si esprimono anche visioni slegate alla narrazione dell’attualità, secondo atteggiamenti che danno spazio alla memoria ed a suggestioni declinate in chiave onirica.

Certo è che negli ultimi anni il mezzo pittorico ha goduto di una vivacità a nord-est che non si percepiva da decenni. Gli studiosi che negli anni Novanta avevano decretato la “morte” del mezzo pittorico sono stati smentiti, a favore di un sistema dell’arte che oramai è ibrido e delineato da una varietà di mezzi espressivi.

Non è possibile al giorno d’oggi individuare una strada univoca per la pittura, semmai delle coordinate che la rendono contemporanea, vicina al sentire di un uomo d’oggi con i suoi interrogativi, dubbi e aspirazioni.

 

GLI AUTORI

 

Per Antonio Bardino il problema della contemporaneità è il pretesto per ragionare tramite la pittura. Nelle sue tele appaiono ambienti limpidi e asettici. Luoghi che nel mondo reale sono frenetici e nella rappresentazione pittorica si scoprono attoniti e assorti nella contemplazione di un altero desiderio di tranquillità sospesa.

Inquietudini che sono presenti anche nel registro pittorico degli ultimi dipinti che recentemente Luigi Meneghelli ha definito “mini-depositi di abisso”. Un nuovo “vocabolario” di immagini e frammenti di paesaggio, fatto di periferie e visioni evocative dove la natura si riappropria degli spazi che precedentemente le erano stati negati.

 

Gabriele Bonato realizza una pittura che vuole adoperare plurali matrici stilistiche. Nella serre di Villa Brandolini è concepito un intervento che riporta il gesto caotico e primitivo ad un ordine necessario; riassemblare concettualmente immagini banali e dimenticate, per farle divenire icone del presente.

L'artista vuole immergerci nella memoria, farci raccogliere frammenti di vita e di morte secondo una attitudine stilistica e compositiva fortemente emotiva. Un gesto pittorico fatto di inquietudine e gestualità per giungere ad una visione esistenzialistica senza filtri e mediazioni.

 

Nella seconda porzione delle serre è situato l’intervento site specific di Jernej Forbici: sette paesaggi della nuova serie Blurry Future, sono il punto di parte per interrogarsi sulle incertezze del futuro.

E’ posta la riflessione dell’uomo moderno sulla ineluttabilità dei cambiamenti, verso cui si pone come attore inerme. L'idea di un mondo sul baratro della catastrofe a causa dello sfruttamento sistematico delle risorse naturali, che inevitabilmente conduce al loro esaurimento.

Il mito di una industria globale, per l’artista considerata fallimentare e corrotta. Una riflessione verso un modo sostenibile di fare economia, e sulla necessità di un pensiero consapevole circa la Terra e i suoi processi.

 

Gabriele Grones propone una serie di ritratti caratterizzati da una matrice stilistica iperrealista. Le opere di dimensioni compiute, portano ad una indagine di carattere introspettivo delle persone figurate. I quadri indugiano nei volti, senza la necessità di una dimensione prospettica, paesaggistica o di una figura compiuta nella sua interezza. Il volto diviene elemento totalizzante per la narrazione, giungendo ad una fisiognomica indagatrice che lo allontana dai consueti modelli ritrattistici, a favore di una analisi che giunge alla captazione degli stati interiori, travalicando il mero formalismo.

 

La pittura di Tiziano Martini vuole indagare quei determinati fenomeni che creano nella mente una sorta di malinconia, legata al carattere relittuale e antico delle immagini.

L’antica sala della Villa dove è sito il caminetto, è indagata secondo una suggestione precisa: immaginare un salotto privato concependo un allestimento fatto di piccole tele, quasi fossero delle vedute astratte.

Nella sala successiva vi è la presenza di lavori dal sapore informale, ispirati alle impressioni avute durante la visita del piccolo centro di Solighetto. Un approccio diretto del territorio con l’intenzione di creare un dialogo tra interno e ambiente circostante la Villa, portando idealmente nella sala un piccolo frammento della località.

 

Per Aleksander Velišček la pittura è un mezzo per parlare ironicamente della società e del presente, con riferimenti ad un passato solo all’apparenza cancellato.

Il costante bacino da cui attinge sono le tematiche del suo paese natale, la Slovenia e le riflessioni sulla disgregazione delle ex Jugoslavia. Nella cosiddetta “sala da ballo” delle Villa, lo spettatore è accolto dal ritratto di un amico dell’artista realizzato in termini monumentali. La piccola statura della persona è mutata e l’immagine diviene imperiosa ed eroica ribaltando la “normalità” della persona. Esposti anche i ritratti di Dedic, un calciatore che al 44’ minuto segnò la rete decisiva contro la Russia che ha potato la Slovenia ai Mondiali di calcio in Sudafrica nel 2010. Non è più l’immagine di una singola persona, ma di un’intera nazione che si identifica nello sport e nei suoi campioni, una sorta di figurazione pop-mediatica dal sapore nazionalista.

 

Nei lavori di Chiara Sorgato ogni accadimento posto in essere abbandona il suo significato originario per ricreare uno scenario dalle sfaccettature plurali. Lo spettatore è introdotto a storie che sembrano rette da un non sense globale, fatto di ironia e lievità. Non c’è la volontà di dare una lettura univoca alle immagini, ogni fruitore si crea delle personali congetture.

Un filo comune a questi svolgimenti è la presenza costante di entità buone relazionate a cattive, ma senza l’estrinsecarsi delle classiche sembianze del protagonista e del suo antagonista. Le azioni sono celate sotto oggetti e figure simboliche - a tratti con qualche richiamo iconico – la cui vera natura è l’essere tasselli di una mitologia immaginifica dell’autrice.

 

La mostra – che è parte di Arte in Rete-RetEventi all’interno del festival Liquida – è prodotta dalla Provincia di Treviso in collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo e la Fondazione Fabbri e patrocinata dalla Regione del Veneto.

 

Partner istituzionale è la Fondazione Antonveneta.

 

Villa Brandolini, Pieve di Soligo (TV) Solighetto, Piazza Libertà, 7

4 settembre – 23 ottobre

Vernissage: sabato 10 settembre, ore 17.30

Orari di apertura

venerdì e sabato 16.00-19.00

domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00

 

info

tel. 0438 985335

cultura@comunepievedisoligo.it

www.turismo.provincia.treviso.it

 

INGRESSO LIBERO