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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Condanna esemplare per il "terrore delle lucciole"

SETTE ANNI A ENRICO VESCO

Il 52enne di Salzano era accusato di violenza sessuale


TREVISO – (gp) Condannato il “terrore delle lucciole”. Il collegio dei giudici del tribunale di Treviso ha infatti inflitto sette anni di reclusione a Enrico Vesco, il 52enne di Salzano titolare di una videoteca hard a Udine e commerciante di filmini a luci rosse. L'uomo è accusato di violenza sessuale, sotto la minaccia di una pistola, nei confronti di due prostitute romene di 20 e 24 anni. Vesco, che ha sempre respinto le accuse ed era difeso dall'avvocato Alessandra Nava, a differenza di quanto aveva sostenuto nella precedente udienza secondo cui sarebbe rimasto vittima di due denunce inventate dalle due prostitute che volevano vendicarsi di una lite avuta proprio con il 52enne, è stato invece riconosciuto colpevole di entrambi gli episodi, avvenuti l'8 ottobre dello scorso anno e l'8 novembre. La Squadra Mobile di Treviso erano arrivati a lui grazie al racconto delle due vittime delle violenze che avevano raccontato agli agenti quanto avevano dovuto subire. Secondo l'accusa infatti Vesco, armato di pistola, avrebbe costretto le due giovani prostitute a sottostare ai suoi istinti sessuali. Il modus operandi, secondo gli inquirenti, era stato lo stesso: dopo una rapida contrattazione Vesco avrebbe pagato subito 30 euro per il rapporto sessuale e poi, giunti in un luogo appartato, avrebbe puntato contro le lucciole una pistola che il 52enne teneva nel portabagagli. La verità di Vesco però è un'altra. In aula l'imputato, con un racconto dettagliato aveva rivendicato la propria innocenza anche a fronte delle contraddizioni e delle lacune presenti in quelli delle due presunte vittime. I giudici hanno però dato ragione alle due prostitute. L'avvocato Nava ha già annunciato il ricorso in appello.