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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Alla sbarra il 47enne appuntato scelto di Arcade Franco Corbanese

CONCUSSIONE: CARABINIERE CONDANNATO

Giudicato colpevole il militare che ha sempre respinto le accuse


TREVISO – (gp) Aveva sbattuto la propria auto in un parcheggio e, facendo leva sul fatto di essere un carabiniere, voleva costringere un suo conoscente, titolare di un'azienda di Spresiano che al momento del fatto (era il febbraio 2010) passava di lì per caso, a compilare la constatazione amichevole assumendosi la colpa del sinistro. Questa la ricostruzione fatta dalla Procura di Treviso che è costata la condanna per concussione a un anno e mezzo di reclusione e l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, con sospensione condizionale della pena, all'appuntato scelto Franco Corbanese, 47 anni di Arcade, all'epoca dei fatti in servizio presso la stazione dei carabinieri di Spresiano e poi trasferito a Susegana. Dopo la testimonianza resa nel corso della precedente udienza dalla vittima delle minacce a sfondo estorsivo, che ha raccontato al collegio dei giudici del tribunale di Treviso la propria versione dei fatti confermando quanto dichiarato in sede di denuncia, sul banco dei testimoni si è seduto proprio l'imputato il quale, difeso dall'avvocato Fabio Crea, ha ancora una volta respinto le accuse mosse a suo carico dal sostituto procuratore Francesca Torri. Una versione che di fatto non ha convinto i giudici. Il caso parlava di mesi di pressioni, da febbraio a luglio del 2010, con il carabiniere che avrebbe avvicinato anche i familiari della vittima dicendo loro che “gliel'avrebbe fatta pagare”, riferendosi all'imprenditore di Spresiano.