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Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/246: DAL 2019 IN VIGORE LE NUOVE REGOLE DI GIOCO

Le norme ridotte a 24: ecco le principali novità


TREVISO - Erano trentaquattro le Regole del Golf; erano tante, e soprattutto abbastanza complicate da ricordare, per il neofita che le doveva capire, memorizzare, e poi correttamente applicare.Dal 1° gennaio 2019 sarà in uso una versione rivisitata, principalmente finalizzata ad una...continua

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Il 43enne di Montebelluna sarebbe parte di un'associazione per delinquere

TERRORISMO INTERNAZIONALE: PARIGI ACCUSA ANDREA ORLANDO

Attentati, documenti falsi, esplosivi: oggi l'interrogato in carcere


MONTEBELLUNA – (gp) Associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, falsificazione di documenti validi per l'espatrio, detenzione e fabbricazione di esplosivi e ricettazione. Queste le accuse ipotizzate dalla magistratura parigina e che hanno colpito il 43enne di Montebelluna Andrea Orlando, attualmente rinchiuso nel carcere di Velletri per scontare una condanna a sei anni di reclusione per furto, ricettazione e riciclaggio. Gli inquirenti francesi, in seguito a una perquisizione effettuata dalla Digos di Venezia in un appartamento a Marsiglia appartenente a Orlando nell'ambito di un'inchiesta che considera il camionista trevigiano componente di spicco di un'organizzazione dedita all'addestramento di giovani di origine curda da inviare a combattere tra le file del Pkk, il partito operaio dei curdi combattenti, ha aperto un fascicolo parallelo giungendo a ipotesi di reato inquietanti. Da Parigi emergerebbe che Orlando, assieme ad altre cinque persone (tutte italiane e gravitanti nel trevigiano) avrebbe costituito un'associazione criminale con lo scopo di “compiere atti di terrorismo internazionale mediante l'esecuzione di attentati con l'uso di esplosivi e altre azioni dimostrative violente al fine di intimidire popolazioni”. In più, secondo gli investigatori d'oltralpe, Orlando aveva anche l'obiettivo di “costringere poteri pubblici a compiere atti o astenersi dal farlo per destabilizzare o distruggere strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un'organizzazione internazionale”. Il tutto falsificando documenti falsi validi per l'espatrio e fabbricando ordigni esplosivi. Gli elementi raccolti dalla magistratura parigina sarebbero parecchi, tanto da dover inviare a Orlando un avviso di garanzia per chiedere un interrogatorio che si effettuerà oggi in carcere a Velletri. Il legale di Andrea Orlando, l'avvocato Alessandra Nava, ha già annunciato che il suo assistito si avvarrà della facoltà di non rispondere per poter intanto visionare gli atti in mano agli inquirenti. Il 27 febbraio scorso gli uomini della Digos di Venezia si erano presentati nel carcere di Velletri per effettuare una perquisizione nella cella di Orlando. In quell'occasione vennero sequestrate agende, cellulari, lettere e appunti che si sono andati ad aggiungere al materiale già in mano agli inquirenti per provare il ruolo di reclutatore del Pkk di Orlando. Il 43enne in realtà non ha mai nascosto la sua simpatia per la questione curda, ha pure affermato di condividerne l'ideologia e di aver partecipato assieme ad altre 200 mila persone alla manifestazione di Strasburgo del 2009 per commemorare il decimo anniversario dalla condanna all'ergastolo di Abdullah Ocalan, leader del partito dei lavoratori del Kurdistan. Ora è arrivato l'ennesimo capitolo della sua storia giudiziaria che potrebbe costargli, qualora venisse mandato davanti a un giudice, decine di anni di galera.