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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

NovitÓ di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Il 43enne di Montebelluna sarebbe parte di un'associazione per delinquere

TERRORISMO INTERNAZIONALE: PARIGI ACCUSA ANDREA ORLANDO

Attentati, documenti falsi, esplosivi: oggi l'interrogato in carcere


MONTEBELLUNA – (gp) Associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, falsificazione di documenti validi per l'espatrio, detenzione e fabbricazione di esplosivi e ricettazione. Queste le accuse ipotizzate dalla magistratura parigina e che hanno colpito il 43enne di Montebelluna Andrea Orlando, attualmente rinchiuso nel carcere di Velletri per scontare una condanna a sei anni di reclusione per furto, ricettazione e riciclaggio. Gli inquirenti francesi, in seguito a una perquisizione effettuata dalla Digos di Venezia in un appartamento a Marsiglia appartenente a Orlando nell'ambito di un'inchiesta che considera il camionista trevigiano componente di spicco di un'organizzazione dedita all'addestramento di giovani di origine curda da inviare a combattere tra le file del Pkk, il partito operaio dei curdi combattenti, ha aperto un fascicolo parallelo giungendo a ipotesi di reato inquietanti. Da Parigi emergerebbe che Orlando, assieme ad altre cinque persone (tutte italiane e gravitanti nel trevigiano) avrebbe costituito un'associazione criminale con lo scopo di “compiere atti di terrorismo internazionale mediante l'esecuzione di attentati con l'uso di esplosivi e altre azioni dimostrative violente al fine di intimidire popolazioni”. In più, secondo gli investigatori d'oltralpe, Orlando aveva anche l'obiettivo di “costringere poteri pubblici a compiere atti o astenersi dal farlo per destabilizzare o distruggere strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un'organizzazione internazionale”. Il tutto falsificando documenti falsi validi per l'espatrio e fabbricando ordigni esplosivi. Gli elementi raccolti dalla magistratura parigina sarebbero parecchi, tanto da dover inviare a Orlando un avviso di garanzia per chiedere un interrogatorio che si effettuerà oggi in carcere a Velletri. Il legale di Andrea Orlando, l'avvocato Alessandra Nava, ha già annunciato che il suo assistito si avvarrà della facoltà di non rispondere per poter intanto visionare gli atti in mano agli inquirenti. Il 27 febbraio scorso gli uomini della Digos di Venezia si erano presentati nel carcere di Velletri per effettuare una perquisizione nella cella di Orlando. In quell'occasione vennero sequestrate agende, cellulari, lettere e appunti che si sono andati ad aggiungere al materiale già in mano agli inquirenti per provare il ruolo di reclutatore del Pkk di Orlando. Il 43enne in realtà non ha mai nascosto la sua simpatia per la questione curda, ha pure affermato di condividerne l'ideologia e di aver partecipato assieme ad altre 200 mila persone alla manifestazione di Strasburgo del 2009 per commemorare il decimo anniversario dalla condanna all'ergastolo di Abdullah Ocalan, leader del partito dei lavoratori del Kurdistan. Ora è arrivato l'ennesimo capitolo della sua storia giudiziaria che potrebbe costargli, qualora venisse mandato davanti a un giudice, decine di anni di galera.