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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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In quattro alla sbarra per sfruttamento della prostituzione a Montebelluna

GIRO DI SQUILLO: 10 ANNI ALLA MAITRESSE E AI COMPLICI

Decine di ragazze dal Sudamerica: affari per 7 mila euro al giorno


MONTEBELLUNA – (gp) Avevano trasformato tre appartamenti di Montebelluna, che avevano preso in affitto, in case a luci rosse gestendo un giro di squillo sudamericane. Di fronte al gup Elena Rossi i quattro imputati hanno scelto tutti la via del patteggiamento della pena, rimediando condanne per un totale di quasi dieci anni di carcere. Alla sbarra con l'accusa di sfruttamento della prostituzione erano finiti la maitresse, una 42enne uruguayana condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, il marito 28enne dominicano condannato a tre anni, la zia 52enne condannata a due anni e sei mesi, e un 49enne feltrino che ha patteggiato un anno ed era colui che aveva il compito di trasportare le lucciole dagli aeroporti di Treviso e Venezia fino alle case d'appuntamento, situate al civico 1, interno 6 e 11 di piazza Monet e al civico 117 in via Ospedale all'interno 2. Per anni in quelle abitazioni decine di lucciole sudamericane venivano sfruttate dall'organizzazione che sottoponeva le ragazze a turni di lavoro massacranti, dalle 9 alle 24, e le costringeva ad avere fino a 15 rapporti sessuali al giorno. Il denaro delle prestazioni sessuali (dagli 80 ai 200 euro), finiva metà alle lucciole, metà all'organizzazione. Le giovani venivano reclutate dalla maitresse e dal marito attraverso dei veri e propri curricula inviati dalle ragazze che venivano fatte giungere in Spagna dove venivano regolarizzate e poi raggiungevano l'Italia. Qui le loro prestazioni erano poi pubblicizzate sul web e sui giornali locali. Imponente il giro d'affari della banda che riusciva a raccimolare anche 7mila euro al giorno. A dare avvio alle indagini, nell'aprile del 2010, fu una violenza sessuale subita da una squillo all'interno di uno degli appartamenti dell'organizzazione: la giovane venne derubata e violentata pistola alla mano da un uomo poi identificato e denunciato.