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CLASSICA/70: VIVALDI E VENEZIA

Magico binomio: le arie del grande compositore sullo sfondo del canal Grande


TREVISO - Antonio Vivaldi e Venezia, un binomio magico. Ne parliamo assieme al maestro Giorgio Sini in questa nuova puntata di Veneto Uno Classica. Ascolteremo alcuni dei brani più celebri del compositore veneziano, morto in povertà ma ore, riscoperto è giustamente valorizzato in simbiosi con lo splendore della città...continua

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"AD ANCIA LIBERA", LA TRADIZIONE DELLA FISARMONICA IN UNA MOSTRA

Francesca Gallo, con la sua fisarmonica, ci racconta la sua passione


Tutta la tradizione musicale di un secolo e mezzo di fisarmonica nella mostra ospitata al Portello Sile di Treviso, dal 25 febbraio al 25 marzo. “Ad Ancia Libera – 150 anni di fisarmonica da Ploner ad oggi” è il titolo dell'esposizione ideata e realizzata dalla folksinger,...continua

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23/01/2012

Fino al 10 aprile al Museo Correr di Venezia

ARMENIA, IMPRONTA DI UNA CIVILTÀ

Rarissimi manoscritti e miniature, e la prima stampa in lingua armena


Reliquiario del Santo Segno di Khotakerats, 1300  Siunik Tavole di legno rivestite di argento dorato e argento bianco, con pietre, perle e cristallo cm 42,5 x 26,5 x 4,5 Echmiadzin, Tesoro della Cattedrale

VENEZIA - (ag) La mostra veneziana di Palazzo Correr sorge in concomitanza del V centenario della stampa del primo libro in lingua armena in terra veneziana (1512), e in occasione della proclamazione, da parte dell'Unesco, di Yerevan capitale mondiale del libro per il 2012. Inutile dire che al libro - dai rarissimi manoscritti, capolavori della miniatura, ai primi esempi di opere stampate - è dedicato uno spazio corposo della mostra "Armenia. Impronta di una civiltà". L'esposizione riflette l'importante ruolo della religione cristiana per lo sviluppo tanto della cultura e dell'arte armena quanto dei rapporti commerciali e diplomatici con l'Occidente. Appena oltre il confine dell'Armenia di oggi, prima nazione cristiana al mondo, si erge il monte Ararat, dove, secondo il testo biblico si poso' dopo il diluvio l'Arca costruita da Noè. Al Correr viene esposta la reliquia dell'Arca, conservata nella cattedrale di Echmiadzin. Una delle prime sezioni interessa la creazione dell'alfabeto armeno, che risale al 404-405 per opera del monaco Mesrop Mashtots. Il monaco capisce la necessità di tradurre la Bibbia per diffondere il Messaggio e per questo inventa 36 lettere capaci di esprimere in maniera precisa i fonemi della lingua armena. Un pannello interattivo permetterà di scoprirne i suoni. Il V secolo è per l'Armenia un periodo di fioritura in campo artistico e architettonico, anche grazie alle famiglie nobili dell'epoca, che con la loro opera di mecenatismo, sostenevano scriptoria e sovvenzionavano archittetti, scultori e maestranze nella lavorazione dei metalli e delle pietre. Per la storia della miniatura bisogna attendere il VI secolo. L'Armenia sviluppa fino al XIX secolo tratti stilistici propri, per quanto dipendenti dall'arte bizantina, e nei secoli si evolve, assorbendo inflessioni estetiche esterne, dovute a nuove aperture a Oriente e Occidente.

Una sezione importante è intitolata “Il grande viaggio”, volta a delineare il flusso diasporico che seguì la caduta della capitale Ani (XI secolo). In questo periodo i rapporti tra le comunità armene di Europa e Asia si intensificarono e nei secoli successivi le iniziative commerciali e culturali funsero da importante collante per mantenere l'identità etnico-religiosa. Particolare attenzione sarà rivolta ai lunghi rapporti degli Armeni con le diverse culture dall'Europa all'Estremo Oriente, in cui emerge la speciale relazione con la Serenissima: documenti, manoscritti e opere d'arte spiegheranno come si è sviluppata la presenza armena nella città lagunare.

Approdando alla sala sansoviniana della Biblioteca Nazionale Marciana, si potrà scoprire la gloriosa tradizione tipografica armeno-veneziana, affidata alla scrupolosa e illuminata dedizione dei Padri Mechitaristi del monastero nell'isola di San Lazzaro.

L'esposizione, che dal Museo Correr prosegue lungo le sale del Museo Archeologico Nazionale fino alla Biblioteca Marciana, è un invito ad esplorare i luoghi armeni di Venezia: la biblioteca nel monastero di San Lazzaro, la nascosta Chiesa di Santa Croce, il Museo della Congregazione armena-mechitarista, il Collegio armeno Moorat-Raphael.






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