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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Fino al 10 aprile al Museo Correr di Venezia

ARMENIA, IMPRONTA DI UNA CIVILTÀ

Rarissimi manoscritti e miniature, e la prima stampa in lingua armena


Reliquiario del Santo Segno di Khotakerats, 1300  Siunik Tavole di legno rivestite di argento dorato e argento bianco, con pietre, perle e cristallo cm 42,5 x 26,5 x 4,5 Echmiadzin, Tesoro della Cattedrale

VENEZIA - (ag) La mostra veneziana di Palazzo Correr sorge in concomitanza del V centenario della stampa del primo libro in lingua armena in terra veneziana (1512), e in occasione della proclamazione, da parte dell'Unesco, di Yerevan capitale mondiale del libro per il 2012. Inutile dire che al libro - dai rarissimi manoscritti, capolavori della miniatura, ai primi esempi di opere stampate - è dedicato uno spazio corposo della mostra "Armenia. Impronta di una civiltà". L'esposizione riflette l'importante ruolo della religione cristiana per lo sviluppo tanto della cultura e dell'arte armena quanto dei rapporti commerciali e diplomatici con l'Occidente. Appena oltre il confine dell'Armenia di oggi, prima nazione cristiana al mondo, si erge il monte Ararat, dove, secondo il testo biblico si poso' dopo il diluvio l'Arca costruita da Noè. Al Correr viene esposta la reliquia dell'Arca, conservata nella cattedrale di Echmiadzin. Una delle prime sezioni interessa la creazione dell'alfabeto armeno, che risale al 404-405 per opera del monaco Mesrop Mashtots. Il monaco capisce la necessità di tradurre la Bibbia per diffondere il Messaggio e per questo inventa 36 lettere capaci di esprimere in maniera precisa i fonemi della lingua armena. Un pannello interattivo permetterà di scoprirne i suoni. Il V secolo è per l'Armenia un periodo di fioritura in campo artistico e architettonico, anche grazie alle famiglie nobili dell'epoca, che con la loro opera di mecenatismo, sostenevano scriptoria e sovvenzionavano archittetti, scultori e maestranze nella lavorazione dei metalli e delle pietre. Per la storia della miniatura bisogna attendere il VI secolo. L'Armenia sviluppa fino al XIX secolo tratti stilistici propri, per quanto dipendenti dall'arte bizantina, e nei secoli si evolve, assorbendo inflessioni estetiche esterne, dovute a nuove aperture a Oriente e Occidente.

Una sezione importante è intitolata “Il grande viaggio”, volta a delineare il flusso diasporico che seguì la caduta della capitale Ani (XI secolo). In questo periodo i rapporti tra le comunità armene di Europa e Asia si intensificarono e nei secoli successivi le iniziative commerciali e culturali funsero da importante collante per mantenere l'identità etnico-religiosa. Particolare attenzione sarà rivolta ai lunghi rapporti degli Armeni con le diverse culture dall'Europa all'Estremo Oriente, in cui emerge la speciale relazione con la Serenissima: documenti, manoscritti e opere d'arte spiegheranno come si è sviluppata la presenza armena nella città lagunare.

Approdando alla sala sansoviniana della Biblioteca Nazionale Marciana, si potrà scoprire la gloriosa tradizione tipografica armeno-veneziana, affidata alla scrupolosa e illuminata dedizione dei Padri Mechitaristi del monastero nell'isola di San Lazzaro.

L'esposizione, che dal Museo Correr prosegue lungo le sale del Museo Archeologico Nazionale fino alla Biblioteca Marciana, è un invito ad esplorare i luoghi armeni di Venezia: la biblioteca nel monastero di San Lazzaro, la nascosta Chiesa di Santa Croce, il Museo della Congregazione armena-mechitarista, il Collegio armeno Moorat-Raphael.






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