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CLASSICA/70: VIVALDI E VENEZIA

Magico binomio: le arie del grande compositore sullo sfondo del canal Grande


TREVISO - Antonio Vivaldi e Venezia, un binomio magico. Ne parliamo assieme al maestro Giorgio Sini in questa nuova puntata di Veneto Uno Classica. Ascolteremo alcuni dei brani più celebri del compositore veneziano, morto in povertà ma ore, riscoperto è giustamente valorizzato in simbiosi con lo splendore della città...continua

Cultura
"AD ANCIA LIBERA", LA TRADIZIONE DELLA FISARMONICA IN UNA MOSTRA

Francesca Gallo, con la sua fisarmonica, ci racconta la sua passione


Tutta la tradizione musicale di un secolo e mezzo di fisarmonica nella mostra ospitata al Portello Sile di Treviso, dal 25 febbraio al 25 marzo. “Ad Ancia Libera – 150 anni di fisarmonica da Ploner ad oggi” è il titolo dell'esposizione ideata e realizzata dalla folksinger,...continua

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23/01/2012

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Storia di una deportazione

IDA NEL SOGNO DELLA RAGIONE

Intervista all'autore Pier Vittorio Pucci


(ag) Il libro che presentiamo oggi vuole riportare alla memoria le atroci conseguenze del progetto di sterminio nazista, culminato nell'Olocausto. "Ida nel sogno della ragione. Storia di una deportazione" di Pier Vittorio Pucci, edito dall'Istresco, racconta la deportazione vissuta da più famiglie che abitavano a Ronchi, oggi Ronchi dei Legionari, paese di confine e di transito obbligato per il passaggio tra Oriente e Occidente dei soldati italiani. Famiglie non ebree, ma che abitavano proprio nei luoghi dove, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, sorsero i primi gruppi spontanei di resistenza contro l'occupazione nazista. Ida era la sorella minore di un giovane soldato che, smessa la divisa, si era unito a uno di questi gruppi. Una soffiata dei tedeschi si ripercuote su di lei, ragazza di appena diciassette anni, sulla sua famiglia e su altri compaesani che verranno catturati, deportati ed internati. Ida è assieme alla mamma e ad alcune amiche ad Auschwitz, ma non tornerà mai a casa. Questo libro, attraverso le testimonianze orali e scritte dei sopravvissuti e una scrupolosa analisi comparata dei documenti, immerge il lettore nelle efferatezze della guerra e nella disumana crudeltà della deportazione.

La frase di Francisco Goya “ El sueño de la razon produce monstruos” è ripresa da Pucci nel titolo, che rivela la duplice accezione di "sueño": da sempre tradotto come sonno, ma interpretabile anche come sogno. “Il sogno della ragione e il sonno della gente comune: questi – dice Pier Vittorio Pucci – gli ingredienti che hanno “generato il mostro” (pag. 136).”