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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Storia di una deportazione

IL LIBRO: IDA NEL SOGNO DELLA RAGIONE

Intervista all'autore Pier Vittorio Pucci


(ag) Il libro che presentiamo oggi vuole riportare alla memoria le atroci conseguenze del progetto di sterminio nazista, culminato nell'Olocausto. "Ida nel sogno della ragione. Storia di una deportazione" di Pier Vittorio Pucci, edito dall'Istresco, racconta la deportazione vissuta da più famiglie che abitavano a Ronchi, oggi Ronchi dei Legionari, paese di confine e di transito obbligato per il passaggio tra Oriente e Occidente dei soldati italiani. Famiglie non ebree, ma che abitavano proprio nei luoghi dove, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, sorsero i primi gruppi spontanei di resistenza contro l'occupazione nazista. Ida era la sorella minore di un giovane soldato che, smessa la divisa, si era unito a uno di questi gruppi. Una soffiata dei tedeschi si ripercuote su di lei, ragazza di appena diciassette anni, sulla sua famiglia e su altri compaesani che verranno catturati, deportati ed internati. Ida è assieme alla mamma e ad alcune amiche ad Auschwitz, ma non tornerà mai a casa. Questo libro, attraverso le testimonianze orali e scritte dei sopravvissuti e una scrupolosa analisi comparata dei documenti, immerge il lettore nelle efferatezze della guerra e nella disumana crudeltà della deportazione.

La frase di Francisco Goya “ El sueño de la razon produce monstruos” è ripresa da Pucci nel titolo, che rivela la duplice accezione di "sueño": da sempre tradotto come sonno, ma interpretabile anche come sogno. “Il sogno della ragione e il sonno della gente comune: questi – dice Pier Vittorio Pucci ai microfoni di Alessandra Ghizzo – gli ingredienti che hanno “generato il mostro” (pag. 136).”







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