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Musica
CLASSICA/70: VIVALDI E VENEZIA

Magico binomio: le arie del grande compositore sullo sfondo del canal Grande


TREVISO - Antonio Vivaldi e Venezia, un binomio magico. Ne parliamo assieme al maestro Giorgio Sini in questa nuova puntata di Veneto Uno Classica. Ascolteremo alcuni dei brani più celebri del compositore veneziano, morto in povertà ma ore, riscoperto è giustamente valorizzato in simbiosi con lo splendore della città...continua

Cultura
"AD ANCIA LIBERA", LA TRADIZIONE DELLA FISARMONICA IN UNA MOSTRA

Francesca Gallo, con la sua fisarmonica, ci racconta la sua passione


Tutta la tradizione musicale di un secolo e mezzo di fisarmonica nella mostra ospitata al Portello Sile di Treviso, dal 25 febbraio al 25 marzo. “Ad Ancia Libera – 150 anni di fisarmonica da Ploner ad oggi” è il titolo dell'esposizione ideata e realizzata dalla folksinger,...continua

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27/01/2012

Archiviato il caso di prostituzione all'interno del "Rio Club" di Casale sul Sile

IL GIUDICE ASSOLVE IL PRIVE': NON C'E' STATO ALCUN SFRUTTAMENTO

Nessuna prova che le ragazze fossero sfruttate per fare sesso


TREVISO – (gp) Non ci sono elementi per provare l'accusa di sfruttamento della prostituzione all'interno del club. E' stato dunque archiviato il caso che vedeva indagati i due titolari del “Rio Club” di via Nuova Treviso a Casale sul Sile, Ugo Bozza di Portogruaro e Lorenzo Borga di San Donà di Piave. Lo scorso giugno i carabinieri avevano fatto irruzione nel locale trovando un uomo nudo che faceva sesso con una delle ragazze che lavoravano all'interno del privè. Il club è privato, e dunque aperto soltanto ai soci i quali, in sostanza, possono fare quello che vogliono. Anche sesso con le ragazze, visto che la prova che le prestazioni sessuali avvenissero dietro compenso non c'è. E neppure la quantità di preservativi posti sotto sequestro, che poteva far pensare che il club fosse in realtà un bordello, è stata sufficiente per sostenere l'accusa. Tutti i profilattici infatti sono stati rinvenuti all'interno delle borse delle ragazze sudamericane che lavoravano nel locale e non sparsi nel privè. Il fatto che le giovani, ha sostenuto la difesa dei due indagati, avessero un'intensa attività sessuale non significa che si prostituissero all'interno del locale, e anche se fosse non c'è prova che i titolari guadagnassero denaro da quelle prestazioni.