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Musica
CLASSICA/70: VIVALDI E VENEZIA

Magico binomio: le arie del grande compositore sullo sfondo del canal Grande


TREVISO - Antonio Vivaldi e Venezia, un binomio magico. Ne parliamo assieme al maestro Giorgio Sini in questa nuova puntata di Veneto Uno Classica. Ascolteremo alcuni dei brani più celebri del compositore veneziano, morto in povertà ma ore, riscoperto è giustamente valorizzato in simbiosi con lo splendore della città...continua

Cultura
"AD ANCIA LIBERA", LA TRADIZIONE DELLA FISARMONICA IN UNA MOSTRA

Francesca Gallo, con la sua fisarmonica, ci racconta la sua passione


Tutta la tradizione musicale di un secolo e mezzo di fisarmonica nella mostra ospitata al Portello Sile di Treviso, dal 25 febbraio al 25 marzo. “Ad Ancia Libera – 150 anni di fisarmonica da Ploner ad oggi” è il titolo dell'esposizione ideata e realizzata dalla folksinger,...continua

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27/01/2012

Alla sbarra per danneggiamento era finito Roberto Savio

AUTO RIGATA IN PALESTRA: EX SOCIO IN AFFARI ASSOLTO

Per l'imputato era solo un modo per vendicarsi di una vecchia querelle


TREVISO – (gp) Aveva trovato la Mercedes rigata e aveva visto scappare l’ex socio in affari con il quale aveva già avuto un precedente scontro in tribunale. Immediata era scattata anche la denuncia ma a dibattimento l'imputato, Roberto Savio, è stato assolto perchè il fatto non sussiste. L'uomo, difeso dall'avvocato Guido Galletti, aveva respinto le accuse sostenendo che l'ex socio voleva fargliela pagare per essere stato assolto anche nel precedente procedimento penale per aggressione. La querela risale al febbraio 2010: l'ex socio dell'azienda “Syform” di Silea era andato in palestra e aveva incrociato proprio Savio. Uscendo dallo spogliatotio non aveva più visto l'ex compagno d'affari e, insospettito, era uscito in parcheggio. Stando alla denuncia Savio sarebbe stato visto rigare la macchina della parte offesa con un mazzo di chiavi e, una volta scoperto, si sarebbe dato alla fuga. L'imputato in aula però è stato assolto, sottolineando come la querela fosse soltanto un modo per vendicarsi per la precedente vicenda giudiziaria risalente al 2002. In quell'occasione Savio, addetto alla sicurezza in un locale della Fonderia, avrebbe aggredito con dello spray urticante proprio l'ex socio in affari, che lo aveva denunciato. Come detto al processo Savio venne assolto perchè, secondo il giudice, agì per legittima difesa.