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CLASSICA/70: VIVALDI E VENEZIA

Magico binomio: le arie del grande compositore sullo sfondo del canal Grande


TREVISO - Antonio Vivaldi e Venezia, un binomio magico. Ne parliamo assieme al maestro Giorgio Sini in questa nuova puntata di Veneto Uno Classica. Ascolteremo alcuni dei brani più celebri del compositore veneziano, morto in povertà ma ore, riscoperto è giustamente valorizzato in simbiosi con lo splendore della città...continua

Cultura
"AD ANCIA LIBERA", LA TRADIZIONE DELLA FISARMONICA IN UNA MOSTRA

Francesca Gallo, con la sua fisarmonica, ci racconta la sua passione


Tutta la tradizione musicale di un secolo e mezzo di fisarmonica nella mostra ospitata al Portello Sile di Treviso, dal 25 febbraio al 25 marzo. “Ad Ancia Libera – 150 anni di fisarmonica da Ploner ad oggi” è il titolo dell'esposizione ideata e realizzata dalla folksinger,...continua

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27/01/2012

Luisa Roccon, ex compagna del designer scomparso, replica alle accuse

"FAR PASSARE LINO CODATO PER UN INCAPACE MI ADDOLORA"

Assieme al fratello è alla sbarra per circonvenzione d'incapace


CASTELFRANCO VENETO – (gp) “Far passare Lino Codato per un incapace mi addolora”. Parole di Luisa Roccon, l'ex compagna 55enne del designer castellano, scomparso il 3 giugno 2008 per un tumore al cervello, finita alla sbarra con l'accusa di circonvenzione d'incapace assieme al fratello Francesco. Secondo l'accusa i due avrebbero sottratto denaro contante dai conti correnti intestati a Lino Codato per circa un milione di euro e avrebbero anche ceduto partecipazioni aziendali e diritti di royalties del valore di quasi 800mila euro per pochi spiccioli. Una tesi che i due imputati hanno sempre respinto con forza sostenendo che tutte le operazioni finanziarie sono state perfezionate dall’architetto Codato che, secondo la difesa, non è mai stato incapace d’intendere e volere e pertanto non è mai stato vittima di circonvenzione. In risposta alle accusa è arrivata anche la secca replica dell'ex compagna di Lino Codato, che era si era sempre detta restia a rilasciare dichiarazioni. “Leggere a titoli cubitali cose non vere mi fa arrabbiare, pur non togliendomi certo la serenità sull’esito di una causa frutto di rancori e avidità privi di qualsiasi effettiva fondatezza – ha detto Luisa Roccon tramite l'avvocato Scudeller - Come al solito la famiglia Codato non ha perso l’occasione, in assenza di argomenti, di infangarmi e di coinvolgere mio fratello che nulla c’entra e di distorcere la realtà. Sembrerebbe che il processo fosse già finito – continua Luisa Roccon - e che ci fosse una legione di testi pronti solo a confermare il castello di accuse confezionato dalla Procura e condiviso dai figli e dall’ex moglie di Lino Codato. Il processo deve ancora iniziare e sono certa che fin dalle prime testimonianze non potrà che emergere l’assurdità delle accuse e il riconoscimento della totale integrità della figura di Lino Codato, nonché l’assoluta estraneità di una persona che davvero non c’entra nulla, ovvero mio fratello. Mi addolora – conclude la Roccon - vedere i figli di Lino e la sua ex moglie, che comunque hanno ricevuto un’eredità milionaria, barattare la possibilità di avere ancora soldi facendo passare Lino per un’incapace e me per una mantide”.