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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Umberto Marin giudicato innocente per la morte di Cesare Perin

TRAVOLSE E UCCISE UN CICLISTA, IL GIUDICE LO ASSOLVE

Velocità e condotta di guida non hanno determinato l'incidente


SAN VENDEMIANO – (gp) Nell'ottobre del 2009 aveva investito e ucciso un ciclista. Finito di fronte a un giudice per rispondere del reato di omicidio colposo, il 41enne di San Vendemiano Umberto Marin è stato assolto perchè il fatto non costituisce reato. Come sostenuto dalla difesa dell'uomo, rappresentata dall'avvocato Tartari, l'imputato non procedeva a una velocità elevata e le perizie effettuate in seguito all'incidente hanno dimostrato che l'impatto non poteva essere evitato. Cesare Perin stava attraversando la carreggiata in un punto poco illuminato quando la Volkswagen Passat dell'imputato, che proveniva da Nervesa della Battaglia e viaggiava in direzione di Ponte della Priula, lo ha centrato in pieno. L’automobilista andava a meno di 60 km/h, comunque sopra il limite di 50, e non aveva fatto in tempo a frenare. La condotta di guida e la velocità tenuta però non avrebbero causato il sinistro: se Marin avesse rispettato il limite di velocità, stando a quanto stabilito dalla perizia, si sarebbe fermato ad appena un metro dalla vittima, senza contare il tempo di reazione prima di spingere il pedale del freno. Una tragedia, certo, ma senza un colpevole. E a rendere la vicenda ancora più sciagurata c'è il fatto che appena un anno prima, nel novembre del 2008, la sorella della vittima era morta in circostanze simili, per non dire identiche: la donna era stata investita e uccisa da un camion lungo lo stesso tratto di strada.