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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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A processo per un insoluto di 50 mila euro alla ditta "Complast Trade" di Altivole

MERCE MAI PAGATA, ALLA SBARRA PADRE E FIGLIO PER TRUFFA

I due torneranno davanti al giudice il prossimo 24 ottobre


ALTIVOLE – (gp) Ordinavano merce e poi pagavano con assegni scoperti. Questo il meccanismo contestato dalla Procura di Treviso a Tonino e Andrea Rongoni, padre e figlio di 53 e 25 anni, finiti alla sbarra con l'accusa di truffa per un raggiro di circa 50 mila euro. A sporgere denuncia contro i due e a rimanere senza soldi in cassa è stata un'azienda di Altivole, la “Complast Trade srl”, specializzata nella produzione e distribuzione di sacchetti in plastica. I due imputati, in più occasioni, essendo titolari di un negozio d'abbigliamento a Faenza, denominato “Da Katiuscia”, avevano trovato l'offerta della ditta trevigiana conveniente per la loro attività. In un primo momento avevano ordinato una modica quantità di merce, pagandola regolarmente. Anche una seconda fornitura, sempre di modesta entità era andata a buon fine per entrambe le ditte. Poi però, stando alle accuse, è scattata la trappola. La fornitura richiesta, stavolta più sostanziosa e divisa in più tranche tra l'ottobre del 2008 e il febbraio del 2009, è rimasta insoluta a merce consegnata. Un danno provocato di 49.012 euro, secondo quanto contestato dal pubblico ministero Valeria Sanzari, titolare del fascicolo a carico di padre figlio. I due torneranno in tribunale il prossimo 24 ottobre, giorno della probabile pronuncia della sentenza.