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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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A processo per un insoluto di 50 mila euro alla ditta "Complast Trade" di Altivole

MERCE MAI PAGATA, ALLA SBARRA PADRE E FIGLIO PER TRUFFA

I due torneranno davanti al giudice il prossimo 24 ottobre


ALTIVOLE – (gp) Ordinavano merce e poi pagavano con assegni scoperti. Questo il meccanismo contestato dalla Procura di Treviso a Tonino e Andrea Rongoni, padre e figlio di 53 e 25 anni, finiti alla sbarra con l'accusa di truffa per un raggiro di circa 50 mila euro. A sporgere denuncia contro i due e a rimanere senza soldi in cassa è stata un'azienda di Altivole, la “Complast Trade srl”, specializzata nella produzione e distribuzione di sacchetti in plastica. I due imputati, in più occasioni, essendo titolari di un negozio d'abbigliamento a Faenza, denominato “Da Katiuscia”, avevano trovato l'offerta della ditta trevigiana conveniente per la loro attività. In un primo momento avevano ordinato una modica quantità di merce, pagandola regolarmente. Anche una seconda fornitura, sempre di modesta entità era andata a buon fine per entrambe le ditte. Poi però, stando alle accuse, è scattata la trappola. La fornitura richiesta, stavolta più sostanziosa e divisa in più tranche tra l'ottobre del 2008 e il febbraio del 2009, è rimasta insoluta a merce consegnata. Un danno provocato di 49.012 euro, secondo quanto contestato dal pubblico ministero Valeria Sanzari, titolare del fascicolo a carico di padre figlio. I due torneranno in tribunale il prossimo 24 ottobre, giorno della probabile pronuncia della sentenza.