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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Prima udienza per Mauro Marcanti, Giovanni Gigliotti, Nino ed Anthony Levak

AUTO COMPRATE CON ASSEGNI SCOPERTI, IN 4 A PROCESSO

Sette episodi contestati e altrettanti privati cittadini raggirati


TREVISO – (gp) Dando false identità e pagando con assegni che andavano poi protestati per difetto di provvista hanno truffato, secondo l'accusa, sette privati cittadini che avevano tentato di vendere online le loro auto. Finiti alla sbarra per truffa, saranno gli stessi quattro imputati a rispondere alle domande del giudice Angelo Mascolo il prossimo 29 ottobre, giorno in cui è stata rinviata l'udienza. Si tratta di Mauro Mercanti, 57enne originario di Genova, di Nino ed Anthony Levak, rispettivamente di 26 e 24 anni di Ponzano Veneto e di Giovanni Gigliotti, 44 anni di Conegliano. Stando a quanto contestato dalla Procura di Treviso i quattro, tra l'aprile e il giugno del 2008, avrebbero messo in piedi una vera e propria truffa al solo scopo di farsi consegnare delle auto che regolarmente non venivano pagate e che in fretta e furia venivano poi fatte sparire all’estero o rivendute in Italia a compratori ignari di avere tra le mani vetture di provenienza illecita. Sette in tutto gli episodi contestati con protagonisti auto il cui valore oscillava tra i 15 mila e i 30 mila euro e privati cittadini che si sarebbero ritrovati a mani vuote. Delle sette vetture soltanto una, una Porsche, è stata ritrovata prima che venisse spedita oltre confine. Delle altre invece non c'è più traccia. Il meccanismo, stando alle contestazione, era sempre lo stesso: le automobili venivano individuate tramite gli annunci di vendita su riviste specializzate. Una volta trovate le vittime, Nino ed Anthony Levak incontravano il potenziale venditore spacciandosi per i figli di Marcanti e indicando quest’ultimo come un potenziale acquirente, solvibile e affidabile. Una volta conquistata la fiducia, chiusa la trattativa e ottenuto il mezzo, i due pagavano con assegni postali scoperti. Scoperto l'inganno però le auto erano già state fatte sparire: di questo si sarebbe occupato Gigliotti, al quale oltre al reato di truffa è infatti contestato anche quello di ricettazione.