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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Oltre 60 mila euro da versare ai congiunti di Giuseppe Muraro, morto nel 1969

SCAMBIO DI TOMBE IN CIMITERO, IL COMUNE RISARCIRA' LA FAMIGLIA

I familiari pregavano di fronte alla tomba di uno sconosciuto


CASTELFRANCO VENETO – (gp) Dopo la riesumazione era stata scambiata la salma, e la famiglia Muraro ha pregato senza saperlo per anni davanti a una tomba in cui c'era un altro defunto. Ora il Comune di Castelfranco Veneto è stato condannato a risarcire oltre 60 mila euro ai familiari del defunto. La vicenda, che ricalca quella vissuta alla cantante Rita Pavone che vide scomparire la salma del padre Giovanni dal cimitero di Torino, è iniziata nel 2005 quando il comune trevigiano, non accorgendosi che la vedova di Giuseppe Muraro, morto nel 1969, aveva rinnovato anticipatamente la concessione per oltre 20 anni, levò il cadavere dal loculo mettendolo in una fossa comune ricoprendolo di calce, come scrive il tribunale, al fine di favorire il processo di mineralizzazione. Quando però il Comune castellano si accorse dello sbaglio, fece riesumare dagli addetti cimiteriali “la salma e la ricollocò nel loculo, ma non adducendo alcun elemento oggettivo o criterio certo di identificazione, stante peraltro l'assenza sulla base di qualsivoglia elemento di identificativo”. Dentro la bara c'era infatti il cadavere di una persona che indossava boxer e t-shirt e altri indumenti incompatibili con il defunto e pertanto la famiglia fece fare degli accertamenti, tra cui il Dna, che non portarono ad alcun risultato certo, stabilendo però che i vestiti appartenevano ad altra persona. Era iniziata così una causa civile che si è conclusa con la condanna del Comune.