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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Oltre 60 mila euro da versare ai congiunti di Giuseppe Muraro, morto nel 1969

SCAMBIO DI TOMBE IN CIMITERO, IL COMUNE RISARCIRA' LA FAMIGLIA

I familiari pregavano di fronte alla tomba di uno sconosciuto


CASTELFRANCO VENETO – (gp) Dopo la riesumazione era stata scambiata la salma, e la famiglia Muraro ha pregato senza saperlo per anni davanti a una tomba in cui c'era un altro defunto. Ora il Comune di Castelfranco Veneto è stato condannato a risarcire oltre 60 mila euro ai familiari del defunto. La vicenda, che ricalca quella vissuta alla cantante Rita Pavone che vide scomparire la salma del padre Giovanni dal cimitero di Torino, è iniziata nel 2005 quando il comune trevigiano, non accorgendosi che la vedova di Giuseppe Muraro, morto nel 1969, aveva rinnovato anticipatamente la concessione per oltre 20 anni, levò il cadavere dal loculo mettendolo in una fossa comune ricoprendolo di calce, come scrive il tribunale, al fine di favorire il processo di mineralizzazione. Quando però il Comune castellano si accorse dello sbaglio, fece riesumare dagli addetti cimiteriali “la salma e la ricollocò nel loculo, ma non adducendo alcun elemento oggettivo o criterio certo di identificazione, stante peraltro l'assenza sulla base di qualsivoglia elemento di identificativo”. Dentro la bara c'era infatti il cadavere di una persona che indossava boxer e t-shirt e altri indumenti incompatibili con il defunto e pertanto la famiglia fece fare degli accertamenti, tra cui il Dna, che non portarono ad alcun risultato certo, stabilendo però che i vestiti appartenevano ad altra persona. Era iniziata così una causa civile che si è conclusa con la condanna del Comune.