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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il 46enne di Vittorio Veneto era a processo per una frode fiscale da 1,3 milioni

CLAUDIO BALDARI NON HA EVASO IL FISCO: CADUTE LE ACCUSE

L'imprenditore non ha mai emesso fatture false e ha pagato l'Iva


VITTORIO VENETO – (gp) Era stato dipinto come un evasore e sbattuto in prima pagina ma Claudio Baldari, 46enne di Vittorio Veneto, con la frode fiscale da un milione e 300 mila euro non c'entra proprio nulla. L'azionista di riferimento della “Infotrade srl” di Godega Sant'Urbano, che commercia materiale elettronico, è stato infatti assolto con formula piena dal giudice Michele Vitale perchè il fatto non sussiste. In altre parole la tesi difensiva dell'avvocato Giuseppe Gulli ha dimostrato che l'imputato non ha mai emesso fatture false intestate a società di comodo per gonfiare i costi, abbattere i ricavi e pagare meno tasse. In realtà Baldari comprava il materiale elettronico da due società italiane, la “Ics” e la “Phoenix computer”, emettendo regolare fattura e pagando l'Iva sui pezzi acquistati. Queste due società, che hanno già patteggiato la pena per frode fiscale a Genova, si rifornivano dalla “Datek”, in Germania, riuscendo così a eludere il pagamento dell’Iva. Secondo l'accusa mossa contro Baldari, l'imputato proprio utilizzando computer importati dall’estero e una fitta rete di passaggi da azienda ad azienda avrebbe abbattuto i ricavi e fatto svanire nel nulla l’Iva. In realtà però non è mai stata la “Infotrade srl” a non pagare le tasse, ma sarebbero sempre state le tre società fornitrici: due infatti hanno risolto le loro grane con la giustizia mentre la terza, la “Datek”, è ancora in attesa di giudizio presso il tribunale di Gorizia. Secondo la Procura Claudio Baldari riusciva a vendere i computer a prezzi competitivi perché aveva già incassato "l’utile" dell’Iva non pagata. Un meccanismo che secondo gli inquirenti era stato messo in atto dal 2002 al 2004. L'avvocato Gulli ha però dimostrato che non c'erano passaggi sospetti di denaro tra la “Infotrade srl” e le altre società, ma soprattutto che la tesi degli inquirenti (che sosteneva che fossero tutti d'accordo per spartirsi l'Iva) non era fondata. Claudio Baldari insomma si è sempre comportato secondo le regole.