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Golf
PILLOLE DI GOLF/219: DAI CONTI CORRENTI AL GREEN, LA SFIDA DEI BANCARI

A Ca' della Nave il torneo tra gli istituti di credito europei


MARTELLAGO - Patrocinato dalla Federazione Italiana Golf, c’è stato, al Circolo del Golf di Cà della Nave, l’incontro di Golf interbancario, tra i dipendenti degli istituti di credito d’Europa, il 17esimo, che ha impegnato il Club ospitante per cinque giornate. Si...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/218: UN GRANDE MOLINARI INFIAMMA L'OPEN D'ITALIA

La vittoria finale, però, va per un colpo al danese Olesen


SOLANO DEL LAGO (BS) - Eccoci arrivati all’Open d’Italia, il tanto atteso appuntamento, il maggiore del Golf italiano. Prologo domenica 27, in piazza Malvezzi e sul lungolago Cesare Battisti a Desenzano, era festa grande a Soiano del Lago: entusiasmo, curiosità, musica e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/217: IL GOLF FINALMENTE VA IN TELEVISIONE

Sul campo di Ca' della Nave registrata la trasmissione di Bucarelli e Lanza


MARTELLAGO - È ben noto il disappunto del golfista che non è abbonato Sky, per non aver l’opportunità di vedere in chiaro le partite di golf nei programmi nazionali, seppur costretto a pagare il canone Rai. Non saprei a cosa ascrivere questo svantaggio sulla testa degli...continua

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L'esposizione allo Spazio Lazzari di Treviso fino al 31 maggio 2012

LE FORME DEL SILENZIO: DIPINTI DI GIUSEPPE NICOLETTI E SCULTURE DI NANE ZAVAGNO

L'intervista ai curatori, Romano Abate e Francesco Stefanini


Giuseppe Nicoletti, Geometrie rivelate

(ag) La pittura dialoga con la scultura nell'esposizione “Le forme del silenzio”, ospitata nello Spazio Lazzari di Via Paris Bordone di Treviso fino al prossimo 31 maggio. Un titolo che ben sintetizza la combinazione tra la pittura geometrica e metafisica di Giuseppe Nicoletti e la scultura essenziale e aerea di Nane Zavagno. Un binomio, quello scelto dai curatori Romano Abate e Francesco Stefanini (anch'essi in primo luogo artisti, plastico Abate e pittorico Stefanini) che propone al pubblico un confronto tra due linguaggi artistici, spesso troppo distanti.

Le opere di Zavagno sono imponenti strutture di rete, forme essenziali e lineari che giocano con la trasparenza e la profondità, mai celata, della scultura, suggerendo una vibrazione tra leggerezza e pesantezza.

Profondità dei solidi che emerge anche nei dipinti di Nicoletti, ma qui qualcosa è sbilanciato: come se il cangiante ordine interiore e metafisico, fosse minacciato dalla mancanza di equilibrio.

Queste le impressioni dell'intervistatrice, Alessandra Ghizzo, ma ascoltiamo le parole dei curatori, Francesco Stefanini e Romano Abate, ospiti a Buongiorno Veneto Uno.





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