Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/243: IN AUSTRALIA LA COPPA DEL MONDO A SQUADRE

Vince il Belgio, sesta la coppia azzurra Pavan - Paratore


MELBOURNE - Ancora nel clamore del trionfo di Francesco Molinari alla Race To Dubai, i giocatori azzurri sono chiamati a un altro importante appuntamento. A Melbourne, si gioca la 59ª edizione della Isps Handa Melbourne World Cup of Golf, la Coppa del Mondo a squadre che ha luogo al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/242: SENZA SOSTA, L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DA HONG KONG

La prima tappa della nuova stagione all'anglo-indiano Aaron Rai


HONG KONG - Ancora in aria il fragore per il successo di Francesco Molinari, l’European Tour riparte subito per la nuova stagione 2019, come di consueto in anticipo sull’anno solare. Riprende appena una settimana dopo la conclusione del precedente torneo a Dubai, dove Francesco Molinari...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/241: MOLINARI NUMERO UNO IN EUROPA

A Dubai conclusa la stagione del circuito continentale


DUBAI - Sul percorso dello Jumeirah Golf Estates, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, si gioca l’ultima gara stagionale, il DP World Tour Championship, che va a concludere la “Race to Dubai”, con un montepremi di otto milioni di dollari. Sono ammessi i primi sessanta della...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Avrebbero spinto un 56enne di Refrontolo a cedere beni per 1,3 milioni di euro

IN DUE DI FRONTE AL GIUDICE PER CIRCONVENZIONE D'INCAPACE

I.C. è stato assolto, E.B. rinviato a giudizio il prossimo 3 ottobre


REFRONTOLO - (gp) Erano accusati di circonvenzione d'incapace per aver raggirato un 56enne di Refrontolo, che aveva deciso di vivere come un clochard, facendogli firmare un contratto di vendita di beni per un valore di un milione e 300 mila euro. Comparsi davanti al gup Umberto Donà hanno scelto strade processuali diverse: il 45enne I.C., difeso dall'avvocato Stefano Arrigo, ha optato per il rito abbreviato che gli avrebbe consentito lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, mentre il 65enne E.B., che difeso dall'avvocato Antonio Franchini ha sempre respinto le accuse, non è ricorso a nessun rito alternativo preferendo dimostrare la propria innocenza a processo se non fosse stato disposto il non luogo a procedere in sede di udienza preliminare. Il risultato è che il primo è stato assolto mentre il secondo è stato invece rinviato a giudizio e tornerà in aula il prossimo 3 ottobre. Secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Treviso i due imputati, approfittando di una situazione di scarsa lucidità dell'uomo, lo avrebbero “costretto” ad accettare condizioni a lui molto sfavorevoli in merito alla compravendita incriminata che riguardava la cessione della sua quota dell'azienda di famiglia. Il prezzo pattuito, appunto, era di un milione e 300 mila euro, di fatto molto inferiore, secondo l'accusa, del reale valore di mercato. Il problema nacque però dalle clausole di pagamento: stando al contratto gli acquirenti si sarebbero impegnati a versare la somma versando cambiali post-datate con scadenza diversi anni dopo l'atto di compravendita. Ad accorgersi del problema furono stati i familiari del 55enne di Refrontolo, morto pochi giorni dopo la firma del contratto, che fecero scattare la denuncia e le successive indagini della magistratura.