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Golf
PILLOLE DI GOLF/121: IL TORNEO AIGG DIAVOLINA FA TAPPA IN PIEMONTE

I giornalisti si sfidano a CavagliÓ e a Biella


TREVISO - In terra piemontese la quinta e sesta tappa del calendario AIGG, sono state ospitate in due realtà particolarmente espressive: il Golf Club Cavaglià e Il Golf “Le Betulle” di Biella. Due Campi che nell’ambito pur considerevole dei Golf piemontesi, spiccano...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/120: L'ITALIAN PRO TOUR RIPARTE DA MONTECCHIA

La pioggia non ferma il torneo nel golf club padovano


MONTECCHIA - A dieci anni dalla nascita dell’Italian Pro Tour, è stato il Golf Club Montecchia a ospitare il primo dei due Challenge, importanti tappe del circuito italiano del Golf professionistico nell’ambito del Progetto Ryder Cup 2022, che hanno significato anche per il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/119: ARBITRI, ASSOCIAZIONE IN CRESCITA

L'Aiag ha tenuto la sua assemblea a Modena


TREVISO - L’Aiag - Associazione Italiana Arbitri Golf ha tenuto la sua assemblea il 7 maggio, in quel bel luogo che è Golf Club Modena.  Costituita nel dicembre del 2013, associa a oggi 160 arbitri di golf italiani. Un trend di nuovi associati in crescita, che evidenzia...continua

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Il 46enne in manette per minacce aggravate e fabbricazione d'armi da guerra

MOLOTOV CONTRO IL SUPERIORE: PER IL GIP DEVE RESTARE IN CELLA

Agente penitenziario in servizio a Santa Bona Ŕ socialmente pericoloso


ISTRANA – (gp) Ha confessato tutto. Ma le sue dichiarazioni non sono bastate per evitargli la carcerazione preventiva. Il gip lo ha infatti giudicato socialmente pericoloso disponendo la custodia cautelare in carcere per M.C., l'agente di polizia penitenziaria 46enne di origine brasiliana residente a Salzano, e in servizio presso la casa circondariale di Santa Bona, finito in manette per minacce aggravate e fabbricazione di armi da guerra. Nel 2010 era stato punito con una multa di 150 euro da un suo superiore, un 40enne di Istrana dirigente della polizia penitenziaria. Il motivo? Utilizzava il telefono cellulare quando era in servizio. Per vendicarsi di quel provvedimento, secondo lui ingiusto, M.C. aveva dato avvio, secondo l'accusa, a una serie di intimidazioni: due bottiglie molotov, non esplose, erano state lanciate lo scorso 15 febbraio verso l'abitazione dove il dirigente vive con la famiglia e i genitori, il 25 febbraio un altro ordigno, a cui erano stati aggiunti anche dei petardi, era stato lasciato e fatto esplodere in un fossato, e oltre alle bombe incendiarie, senza esito, il poliziotto avrebbe poi abbandonato nei pressi dell'abitazione del dirigente anche un gatto morto, solo l'ultimo di una lunga serie di avvertimenti. Le indagini, suffragate anche dalle soffiate di un testimone, avevano portato all'arresto dell'uomo il quale, a seguito dell'interrogatorio, rimarrà rinchiuso nel carcere di Belluno. Per gli stessi reati era stata denunciata anche la sua presunta complice, un'amica operaia di 45 anni. Nell'abitazione dell'uomo erano stati rinvenuti 39 grammi di polvere da sparo, materiale ricavato da alcuni petardi.