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Golf
PILLOLE DI GOLF/243: IN AUSTRALIA LA COPPA DEL MONDO A SQUADRE

Vince il Belgio, sesta la coppia azzurra Pavan - Paratore


MELBOURNE - Ancora nel clamore del trionfo di Francesco Molinari alla Race To Dubai, i giocatori azzurri sono chiamati a un altro importante appuntamento. A Melbourne, si gioca la 59ª edizione della Isps Handa Melbourne World Cup of Golf, la Coppa del Mondo a squadre che ha luogo al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/242: SENZA SOSTA, L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DA HONG KONG

La prima tappa della nuova stagione all'anglo-indiano Aaron Rai


HONG KONG - Ancora in aria il fragore per il successo di Francesco Molinari, l’European Tour riparte subito per la nuova stagione 2019, come di consueto in anticipo sull’anno solare. Riprende appena una settimana dopo la conclusione del precedente torneo a Dubai, dove Francesco Molinari...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/241: MOLINARI NUMERO UNO IN EUROPA

A Dubai conclusa la stagione del circuito continentale


DUBAI - Sul percorso dello Jumeirah Golf Estates, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, si gioca l’ultima gara stagionale, il DP World Tour Championship, che va a concludere la “Race to Dubai”, con un montepremi di otto milioni di dollari. Sono ammessi i primi sessanta della...continua

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Il primo romanzo in versi dell'autore trevigiano

IL LIBRO: PERCIO' VENIAMO BENE NELLE FOTOGRAFIE

L'intervista a Francesco Targhetta


Perciò veniamo bene nelle fotografie” è il primo romanzo in versi scritto dal trevigiano Francesco Targhetta. Assegnista di ricerca in italianistica all'Università di Padova, Targhetta ha già pubblicato un libro di poesie dal titolo “Fiaschi” e ha curato la raccolta “Gli aborti” del poeta crepuscolare Corrado Govoni per l'editore San Marco dei Giustiniani.

Per ISBN mette in versi uno spaccato generazionale, quello dei trentenni di oggi che, con una laurea in tasca, rimangono a fissare una società paralizzata.

La voce narrante di “Perciò veniamo bene nelle fotografie” è quella di un giovane dottorando in storia che sceglie il percorso accademico per posticipare lo scontro con un destino da precario, pur consapevole dell'assenza di sbocchi in ambito universitario.

Fa da contraltare a questa realtà professionale la vita nel quartiere multietnico dell'Arcella, con la convivenza nell'appartamento sovraffollato da studenti, le sessioni noise in sala prove, e i rientri nella tranquilla e sterile provincia trevigiana.

Libero delle gerarchie dei periodi e dalla metrica del verso, l'autore comunica la sua silenziosa e cinica ribellione interna, il rifiuto di compromessi, la stanchezza di compiacere sapendo di non poter neppure godere di un ritorno. In un flusso di coscienza lirico e secco allo stesso tempo, Targhetta comunica l'insofferenza corale di tutta una generazione, verso una società che chiama alla mobilità ma di fatto condanna all'immobilismo.




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