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Golf
PILLOLE DI GOLF/197: IL RITORNO DI TOGER WOODS

Il campione di nuovo sul green nel "Torneo degli eroi"


NASSAU - Un evento atteso, e da molti auspicato: il fuoriclasse Tiger Woods 41enne di Cypress (California), si rimette in gioco. È sceso in campo dal 30 novembre al 3 dicembre all’Albany Golf Course (par 72) di Nassau, a New Providence sulle isole Bahamas, praticamente a casa sua,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/196: AD ALICANTE LA SFIDA ITALIA - SPAGNA DEI GIORNALISTI

Vincono gli iberici, ma Ŕ festa per tutti


ALICANTE (SPA) - Ad Alicante, il match “Periodistas España-Italia”, la tradizionale sfida dei giornalisti spagnoli nostri antagonisti, in un clima di grande amicizia. È il più cordiale e allegro tra gli incontri internazionali che nella stagione vede i giornalisti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/195: A DUBAI IL GRAN FINALE DELL'EUROPEAN TOUR

Rahm vince il torneo, classifica generale a Fleetwood


DUBAI - Con la disputa del DP World Tour Championship Dubai (16-19 novembre), è terminata al Jumeirah Golf Estates (Par 72), la stagione dell’European Tour cui hanno partecipato i primi sessanta classificati nell’ordine di merito della "Race To Dubai". Unico italiano in gara...continua

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Il primo romanzo in versi dell'autore trevigiano

IL LIBRO: PERCIO' VENIAMO BENE NELLE FOTOGRAFIE

L'intervista a Francesco Targhetta


Perciò veniamo bene nelle fotografie” è il primo romanzo in versi scritto dal trevigiano Francesco Targhetta. Assegnista di ricerca in italianistica all'Università di Padova, Targhetta ha già pubblicato un libro di poesie dal titolo “Fiaschi” e ha curato la raccolta “Gli aborti” del poeta crepuscolare Corrado Govoni per l'editore San Marco dei Giustiniani.

Per ISBN mette in versi uno spaccato generazionale, quello dei trentenni di oggi che, con una laurea in tasca, rimangono a fissare una società paralizzata.

La voce narrante di “Perciò veniamo bene nelle fotografie” è quella di un giovane dottorando in storia che sceglie il percorso accademico per posticipare lo scontro con un destino da precario, pur consapevole dell'assenza di sbocchi in ambito universitario.

Fa da contraltare a questa realtà professionale la vita nel quartiere multietnico dell'Arcella, con la convivenza nell'appartamento sovraffollato da studenti, le sessioni noise in sala prove, e i rientri nella tranquilla e sterile provincia trevigiana.

Libero delle gerarchie dei periodi e dalla metrica del verso, l'autore comunica la sua silenziosa e cinica ribellione interna, il rifiuto di compromessi, la stanchezza di compiacere sapendo di non poter neppure godere di un ritorno. In un flusso di coscienza lirico e secco allo stesso tempo, Targhetta comunica l'insofferenza corale di tutta una generazione, verso una società che chiama alla mobilità ma di fatto condanna all'immobilismo.




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