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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il consulente finanziario trevigiano si trova rinchiuso nel carcere di Verbania

FRODE FISCALE E RICICLAGGIO: IN MANETTE ALESSANDRO JELMONI

Coinvolti gli industriali Giacomini: all'estero 200 milioni di euro


VERBANIA – (gp) Frode fiscale e riciclaggio. Queste le accuse che hanno portato all'arresto di Alessandro Jelmoni, consulente finanziario trevigiano di 45 anni, attualmente rinchiuso nel carcere di Verbania. Secondo l'accusa il broker avrebbe aiutato la famiglia di industriali Giacomini a trasferire all'estero circa 200 milioni di euro, denaro che dunque sarebbe stato sottratto al Fisco.

E' stato lo stesso Jelmoni, che vive all'estero, a rientrare in Italia e a costituirsi consegnandosi alle forze dell'ordine. In manette sono finiti anche i fratelli Corrado ed Elena Giacomini, imprenditori novaresi che si occupano di rubinetti e impianti idraulici. Per il procuratore capo di Verbania Giulia Perrotti, gli amministratori della società avrebbero realizzato “attraverso un sistema collaudato di frode e ripulitura del denaro”, un trasferimento di ingenti somme all'estero.

Secondo gli inquirenti sarebbe stato proprio Jelmoni, attraverso la sua attività di broker e la gestione di due società con sede in Lussemburgo, la “Giacomini Trust” e la “J&Be”, a contribuire a creare un giro di fatture false, riciclaggio ed esportazione illegale di capitali.