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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il 63enne di San Fior, difeso dall'avvocato Luigi Maschio, ha patteggiato la pena

"PROTEGGEVA" I TRANS: DUE ANNI E QUATTRO MESI A ROBERTO CELOTTO

Era accusato di induzione alla prostituzione, lesioni e tentata estorsione


SAN FIOR – (gp) Due anni e quattro mesi di reclusione. Questa l'entità del patteggiamento che ha permesso di chiudere i conti con la giustizia a Roberto Celotto, pensionato 63enne di San Fior finito alla sbarra per le accuse di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, lesioni personali e tentata estorsione.

Dopo essere stato spedito a processo con giudizio immediato, l'uomo, difeso dall'avvocato Luigi Maschio, ha scelto il rito alternativo per ottenere lo sconto di pena. Stando alle contestazioni della Procura di Treviso il 63enne si era imposto come protettore nei confronti di sei transessuali, che accompagnava lungo la Pontebbana dietro un compenso di dieci euro a viaggio a testa.

A mettere le forze dell'ordine sulle tracce dell'uomo è stato lo scorso dicembre proprio un transessuale: dicendo di essere caduto in casa si era presentato all'ospedale di Montebelluna con una profonda ferita alla testa. Furono i medici a non credere alla versione dell'uomo e a chiamare i carabinieri i quali, interrogando il trans, scoprirono che quella ferita gliel'aveva procurata Celotto picchiandolo con una catena.

Da quel momento i militari diedero il via alle indagini scoprendo che altri transessuali erano finiti sotto la “protezione” del 63enne. Sei, appunto, in tutto i viados che erano diventati schiavi dell'uomo. Tutti avrebbero dovuto, oltre a cedere parte dei loro profitti, sottostare alle sua voglie perverse: rapporti sessuali in cui il 63enne li avrebbe anche malmenati.

Per chi si ribellava e rifiutava la protezione dell'uomo sarebbe scattato il pestaggio, solitamente con una catena.