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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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A processo due pusher ventenni per detenzione di materiale pedopornografico

FOTO HARD DELLA FIDANZATA IN CAMBIO DI COCAINA: IN 2 IN AULA

Gli imputati respingono le accuse: "Autoscatti in cambio di niente"


TREVISO – (gp) L'accordo era chiaro: per evitare di pagare le dosi di cocaina inviava ai pusher le foto hard della sua ragazza. Almeno questa la ricostruzione dei fatti che ha spedito a processo i due spacciatori con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Già, perchè all'epoca dei fatti, ovvero nell'estate del 2009, la ragazzina, ignara di posare in realtà non per il suo ragazzo ma per coloro che avrebbero fornito a lui la droga gratis, aveva meno di 18 anni. Diversa invece la ricostruzione dei due imputati, due ventenni residenti a Paese difesi dagli avvocati Paola Miotti e Chiara Mazzoccato, che respingono le accuse non contestando il fatto di avere nei propri cellulari le foto hard della vittima ma sostenendo che si tratta di autoscatti che la giovane avrebbe inviato all'allora fidanzato il quale, senza ricevere nulla in cambio e soltanto per vantarsi con gli amici, li avrebbe girati a più persone tra cui, appunto, i due imputati. L’indagine prese avvio a metà 2010 quando i carabinieri individuarono un giro di droga che si articolava tra il centro e la periferia di Treviso. Dopo i primi pedinamenti il pm Francesca Torri chiese di mettere sotto controllo i telefoni di due dei presunti pusher. L’inchiesta andò poi avanti e portò all’iscrizione nel registro degli indagati di una ventina di giovani, tra i quali tre minorenni, e alla segnalazione alla Prefettura di una trentina di consumatori. È stato però al momento del controllo dei cellulari, sequestrati ai pusher, che venne a galla il retroscena a luci rosse. I carabinieri trovarono infatti le foto della ragazzina che, dopo i primi controlli, risultò minorenne. A quel punto i cellulari e il traffico telefonico vennero affidati alla polizia postale. In breve emerse che i due 20enni avevano ottenuto le immagini senza veli della minorenne dal fidanzato di lei, un giovane consumatore abituale di stupefacenti. Il procedimento penale è stato rinviato al prossimo 18 febbraio.