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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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L'indagato avrebbe incassato 6 mila euro per regolarizzare una clandestina

TRAFFICO DI ESSERI UMANI: 17 IN MANETTE TRA CUI UN TREVIGIANO

Smantellata una banda che portava in Italia giovani da far prostituire


TREVISO -- (gp) C'è anche un uomo di Quinto tra le diciassette persone finite in manette al termine di un'operazione che ha coinvolto, oltre alle forze dell'ordine italiane, anche quelle di Francia e Germania.

Si tratta di un 58enne residente a Quinto di Treviso, raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perchè avrebbe rilasciato, dietro un compenso di 6 mila euro, una falsa dichiarazione di lavoro come badante a una giovane straniera che aveva in corso una pratica di sanatoria.

Secondo il Nucleo Investigativo dei carabinieri di Sassari, l'uomo farebbe parte, pur in maniera marginale, di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, riduzione e mantenimento in schiavitù, reati in materia di prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In realtà il trevigiano non c'entra nulla: non avrebbe mai preso soldi nè tantomeno avrebbe favorito l'ingresso clandestino in Italia della giovane. Anzi: la sua colpa, se così si può chiamare, sarebbe stata quella di volerle dare una mano assumendola davvero come donna di servizio e fidandosi della persona sbagliata.

L'indagine denominata "Terra promessa 2" è scattata nel lontano 2006 dopo la denuncia di una nigeriana, giunta clandestinamente a Olbia con la promessa di un lavoro regolare e poi costretta a prostituirsi. I fermi sono stati eseguiti a Olbia, Roma, Genova, Treviso, Prato, Arezzo, Caserta e Parma e dall'Interpol in Germania e Francia, dove sono stati rintracciati due dei 15 nigeriani destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Da quanto è emerso, l'organizzazione, di livello internazionale, pare "acquistasse" giovani nigeriane da famiglie povere nel Paese africano, a quanto sembra al costo di 1.500-2.000 euro ciascuna, e secondo gli inquirenti "importate" in Europa alla stregua di merce. Le poverette sarebbero state avviate alla prostituzione e al lavoro nero.

Sempre secondo gli inquirenti le poverette sembra venissero dotate di documenti falsi, trasportate fino alle coste del nord Africa, per raggiungere l'Europa dopo lunghe ed estenuanti odissee che potevano durare fino a 20 giorni. Da quanto è emerso dalle indagini pare che in uno di questi viaggi, addirittura due diciottenni sarebbero morte nel naufragio di un'imbarcazione partita dalla Libia.

Alle meno povere pare fosse riservato un trattamento speciale: sarebbero transitate in aereo di linea verso i Paesi dell'Est Europa prima di giungere in area Schengen.