Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Uno studio della Cgia di Mestre analizza gli indebitamenti dei comuni capoluogo

I DEBITI DI CA' SUGANA PESANO PER 987 EURO SU OGNI TREVIGIANO

Treviso è 51° (4° in Veneto) nella classifica del debito pro capite


TREVISO – (gp) I debiti di Ca' Sugana gravano su ogni cittadino per 987 euro. A rendere noto questo dato è il centro studi della Cgia di Mestre che ha analizzato gli indebitamenti dei comuni capoluogo d'Italia basandosi sulle rilevazioni ufficiali del Ministero dell'Interno. Prendendo in esame il triennio 2008-2010 si scopre che il debito dei comuni capoluogo è aumentato dell'1,5% arrivando a raggiungere la quota di 21,6 miliardi di euro.

A guidare la classifica è Torino con un importo pro capite pari a 3.806 euro. Segue Milano, con un debito pro capite pari a 3.348 euro, mente sul terzo gradino del podio di questa singolare classifica troviamo il Comune di Carrara, con 2.623 euro in capo a ciascun residente.

I meno indebitati, invece, sono Enna, con un debito pro capite pari a 143 euro, Brescia, con 73 euro e Caltanisetta con 37 euro pro capite. Treviso si piazza a metà classifica, al 51° posto su 113 comuni capoluogo presi in esame (mancano infatti i dati di Latina, L'Aquila, Isernia, Brindisi, Reggio Calabria e Taranto).

In Veneto il più indebitato è il comune di Venezia con 410 milioni di euro di debito, seguito da Verona con 394, Padova con 144, Vicenza con 86, Treviso con 82, Rovigo con 68 e Belluno con 18.

Spalmando però il debito su tutti i cittadini residenti nel comune la classifica cambia: in testa c'è sempre Venezia (19° in Italia) con 1.514 euro pro capite, seguita da Verona (20°) con 1.493 e Rovigo (34°) con 1.287. Treviso (51°) è quarta con 987, seguita da Vicenza (64°) con 745, Padova (75°) con 675 e Belluno (91°) con 500.

Infine, la Cgia di Mestre sottolinea che tra il 2008 ed il 2010 sono i Comuni del Nord ad aver visto aumentare in misura maggiore il livello di indebitamento: +7,2%. Se al Sud, invece, la contrazione è stata del – 3,9%, nel Centro la riduzione del debito è stata addirittura del -11,5%.

 

“Con questa analisi – esordisce il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi – non vogliamo dare nessun giudizio di merito sull’operato dei Sindaci. Nel caso di Torino, ad esempio, ricordiamo che buona parte del debito che grava sull’Amministrazione comunale è riconducibile agli investimenti sostenuti dalla città per realizzare le Olimpiadi invernali del 2006. Lo stesso discorso vale per Milano che nel 2015 ospiterà l’Expo. Tuttavia, va sottolineato che non sempre i bilanci riescono a fotografare con precisione la situazione di indebitamento dei Comuni. Infatti, non sono poche le Amministrazioni di tutte le appartenenze politiche che da tempo hanno deciso di trasferire fuori bilancio alcune società, scaricando su quest’ultime situazioni debitorie che altrimenti sarebbero computate sul bilancio comunale.”

Dall’analisi di questi dati, concludono alla Cgia, emerge però un dato politico molto chiaro: “Negli ultimi 15 anni – conclude Bortolussi – ai Comuni sono stati progressivamente tagliati i trasferimenti dallo Stato centrale che, solo in parte, sono stati compensati dalle compartecipazioni ai tributi erariali. Nel frattempo, però, sono aumentate le funzioni e le competenze in capo ai Sindaci, con il risultato che questi ultimi hanno dovuto, per mantenere la qualità e la quantità di questi servizi offerti ai cittadini, od indebitarsi od aumentare le tasse e le tariffe locali”.