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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Il segretario di Indipendenza Veneta sul referendum e le 20mila firme per indirlo

LODOVICO PIZZATI: "INDIPENDENZA E AUTONOMIA, DUE COSE DIVERSE"

"Non è un'opportunità elettorale, farà valere la sovranità dei cittadini"


VENEZIA – Indipendenza e autonomia sono due cose completamente diverse. Partendo da questo presupposto il professor Lodovico Pizzati, segretario di Indipendenza Veneta, torna a parlare del referendum per l'indipendenza del Veneto dopo aver personalmente consegnato alla Regione le 20 mila firme raccolte per indirlo. Queste le sue parole.

 

“Le 20 mila firme raccolte per indire un referendum sull’Indipendenza Veneta hanno conquistato il corretto interesse istituzionale e la meritata attenzione mediatica per una un’iniziativa partita dal cuore di migliaia di cittadini. È fondamentale fare un paio di precisazioni sia sull’obiettivo che sul percorso di Indipendenza Veneta, per informare correttamente i cittadini sul perché questa azione politica è stata presa seriamente.

Sull’obiettivo è importante precisare la completa differenza tra autonomia e indipendenza, perché questi due termini non sono affatto sinonimi. Tentativi passati, anche supportati da iniziative popolari, che avevano come obiettivo l’autonomia, il federalismo, lo statuto speciale, la macroregione, sono in sostanza delle proposte di riforma dello stato italiano. Queste giustamente sono delle proposte di competenza esclusiva del parlamento italiano. Al contrario l’indipendenza politica, sebbene più dirompente come alternativa, nel caso veneto è di competenza del consiglio regionale, in quanto assemblea di rappresentanti eletti nel territorio in questione. Questo è quanto detta il diritto internazionale sottolineato di recente dal presidente della Commissione Europa, José Barroso, in riferimento alla situazione in Scozia e in Catalogna. Quindi, autonomia vuol dire chiedere qualcosa ad un parlamento distante dalle esigenze del nostro territorio. Indipendenza invece vuol dire decidere qualcosa qui in Veneto. In un momento di notevole crisi l’Indipendenza Veneta rappresenta una notevole risoluzione che consente ai nostri consiglieri regionali di non essere dei semplici amministratori, ma di fare un’azione politica propria in risposta alla prolungata depressione economica.

Sul percorso è importante precisare che un referendum consultivo su questo tema non è una provocazione politica, ma un percorso giuridico tutelato dall’Unione Europea e al di sopra di leggi italiane che contrastano trattati internazionali. La democrazia è una cosa seria, e interpellare la cittadinanza sull’Indipendenza Veneta non ha il valore di un sondaggio d’opinione, ma corrisponde ad un mandato ad agire di conseguenza. I recenti avvenimenti in Catalogna, e l’imminente referendum per l’indipendenza in Scozia, ci costringono a dare anche qui in Veneto una seria valutazione all’Indipendenza Veneta, come unica azione politica fattibile qui in Veneto in alternativa alla stagnazione economica e politica dello stato italiano. La questione del referendum sull’Indipendenza Veneta non deve assolutamente essere interpretata come un’opportunità elettorale, ma deve essere intrapresa in maniera trasversale da tutte le forze politiche, favorevoli o contrarie, perché far valere la sovranità dei cittadini, tramite i propri eletti rappresentanti in Regione, è un principio fondamentale che non può essere calpestato da norme anacronistiche. Ne va della nostra libertà, e di conseguenza del nostro benessere".