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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il processo per il duplice omicidio di Arianna ed Elisabetta Leder non è ancora finito

FAHD BOICHOU TORNA A VENEZIA: LA CASSAZIONE ANNULLA LA SENTENZA

Rigettato il ricorso della difesa che chiedeva la seminfermità


ROMA – (gp) Fahd Boichou torna a Venezia: la sentenza per il duplice omicidio di Castagnole è stata infatti annullata, almeno in parte. La Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso presentato dall'avvocato Sabrina Dei Rossi, legale del killer di Arianna ed Elisabetta Leder, ha deciso di far tornare il procedimento di fronte alla Corte d'Assise d'Appello di Venezia ritenendone errato non l'esito, ovvero la condanna all'ergastolo con isolamento diurno di due anni, ma il metodo con il quale le due vittime, dal punto di vista giuridico, sono state giudicate diversamente. Nello specifico i giudici romani hanno annullato la sentenza in merito all'omicidio della piccola Arianna, 22 mesi, uccisa con un unico taglio netto alla gola. Sia la Corte d'Assise di Treviso in primo grado che la Corte d'Assise d'Appello di Venezia nel secondo avevano riconosciuto l'aggravante della crudeltà e delle sevizie plus valente rispetto alle attenuanti generiche. Per quanto riguarda invece l'omicidio di Elisabetta, 36 anni, colpita con diversi fendenti prima di essere sgozzata nell'appartamento di via Cal Morganella il 24 febbraio 2009, le attenuanti generiche erano state giudicate equivalenti alla stessa aggravante. Una disparità di trattamento che ha spinto la Corte d'Assise ad annullare la sentenza limitatamente a questo punto. Fatto sta che il processo dovrà tornare a Venezia e serviranno ancora molti mesi prima che la condanna di Fahd diventi definitiva. “La famiglia Leder e anch'io speravamo che la vicenda si concludesse – ha commentato l'avvocato Catia Salvalaggio, legale di parte civile i congiunti di Arianna ed Elisabetta – Abbiamo ancora un piccolo strascico prima che questo capitolo si chiuda, anche se per una piccola questione. Speriamo solo che non venga meno l'ergastolo”. Ipotesi remota, scartata a margine della lettura del dispositivo anche dal legale di Fahd Boichou: “E' necessario attendere di leggere le motivazioni con cui i giudici sono giunti a prendere questa decisione per avere un quadro completo della situazione e parlare di una diversa quanto improbabile quantificazione della pena – ha affermato l'avvocato Sabrina Dei Rossi – Posso dire che mi sorprende l'annullamento di questo punto della sentenza perchè i punti forti del ricorso erano infatti altri”. Secondo la difesa di Fahd Boichou, il marocchino di 31 anni avrebbe infatti agito in preda a un vizio parziale di mente, motivo alla base del ricorso in Cassazione, al quale si affiancavano due questioni di diritto: la nullità del decreto di giudizio immediato e l'illegittimità costituzionale in merito all'interrogatorio effettuato dal gip tre giorno dopo l'arresto di Fahd (avvenuto in Slovenia) al quale non è più seguito un colloquio con il pm al termine delle indagini preliminari per prendere posizione sulle prove acquisite dagli investigatori. Tecnicismi che la Corte di Cassazione ha rigettato, ma il risultato non cambia.