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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

NovitÓ di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Presente Giulio Di Toro del Dipartimento Geoscienze dell'UniversitÓ di Padova

MONTELLO A RISCHIO SISMICO GIOVED╠ INCONTRO A VOLPAGO

Appuntamento alle 20.30 presso l'auditorium comunale


VOLPAGO DEL MONTELLO - Incontro pubblico sulla situazione sismica dell'area del Montello, giovedì 18 ottobre ore 20,30 a Volpago del Montello, con gli Esperti dell'Università di Padova, dell'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell'OGS – Istituto Nazionale di Oceonagrafia e di Geofisica Sperimentale di Trieste. Il Comitato Volpago Ambiente ha preso contatto con il Prof. Giulio Di Toro, Geologo dell'Università di Padova, residente di Conegliano, che si occupa di fisica della sorgente sismica e di geologia dei terremoti. A seguito del terremoto in Emilia vi è stata nei mezzi di comunicazione, una nuova attenzione verso il pericolo sismico dell'area Montelliana: su questo abbiamo chiesto chiarimenti al Prof. Di Toro. Egli ci ha così illustrato i termini della questione.

Per quanto riguarda la pericolosità sismica del Montello, la sua preoccupazione (e dei suoi Colleghi Italiani e Stranieri) si basa sulle seguenti considerazioni.

1) Il Montello si solleva di ca. 0.5 mm/anno. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha installato una rete GPS per meglio vincolare il rateo di sollevamento

La configurazione delle stazioni GPS semipermanenti del progetto OMBRA si pone l'obiettivo di riuscire a campionare il segnale tettonico legato all'accumulo di deformazione su faglie sismogeniche traverso la zona del Montello.

2) L'evidenza geomorfologica del sollevamento del Montello è la deviazione del corso del fiume Piave.

3) L'intera pedemontana Veneto-Friulana ha ratei di raccorciamento compresi tra 1 e 3 mm anno in conseguenza della rotazione antiorariaria della Penisola Italiana stretta nella morsa tra Africa ed Europa (l'Africa migra verso Nord, rispetto all'Europa, di ca. 4-5 mm/anno). Questa deformazione

è in parte assorbita da rotture sismiche che si ripetono lungo la pedemontana Veneto-Friulana (con maggiore frequenza ed intensità in Friuli) nelle stesse aree (per esempio, Tolmezzo) ogni 300-500 anni.

4)  Abbiamo avuto terremoti storici importanti ad ovest (Asolo, 1695, magnitudo stimata 6.5) e ad est del Montello (terremoto dell'Alpago-Belluno, 1873, magnitudo stimata 6.3; terremoto del Cansiglio, 1936 magnitudo stimata 5.6). Non abbiamo evidenza di terremoti distruttivi nell'area del Montello negli ultimi 1200 anni, anche se non è chiaro a quale sorgente sismogenetica attribuire i terremoti che hanno colpito anche Treviso nel 776 e aree a NW di Treviso nel 1286. Il Montello sembra essere un'area di gap sismico: sismicamente silente, pur deformandosi tanto quanto le aree limitrofe.

5) La struttura del Montello (una collina che è l'emersione di una piega al tetto di una faglia di tipo inverso) è molto simile alla struttura della grande piega (anticlinale come diciamo noi geologi) della Mirandola (responsabile della sequenza in atto nel Ferrarese-Modenese). La differenza è che, nel caso del Montello, la culminazione della piega è emersa (la collina del Montello), mentre nel caso del Ferrarese, la struttura è sepolta sotto le alluvioni della Pianura Padana.

In entrambi i casi queste strutture attive hanno comportato la deviazione di fiumi (Piave per il Montello, Reno per l'anticlinale sepolta del Ferrarese). Ovviamente, nel caso del Ferrarese, il sistema di faglie di tipo inverso è sismogenetico (vedi sequenza in atto).

6) Alcune faglie possono assorbire deformazione senza dare terremoti "importanti". Abbiamo faglie di questo tipo anche in Italia. Un esempio, è la faglia Alto Tiberina in Umbria. In genere, le faglie che accomodano deformazione asismicamente hanno una continua attività microsismica, solo raramente avvertita dalla popolazione. Questo è proprio il caso della faglia Alto Tiberina, che accomoda 2-3 mm anno senza, si pensa, produrre terremoti importanti.

In altre parole, la faglia sotto il Montello potrebbe cioè accomodare deformazione mediante un fenomeno di scivolamento asismico (i.e.,  senza produrre terremoti distruttivi). Questo fenomeno impedirebbe di caricare la faglia come una gigantesca molla. Ma vedi punto successivo.

7) L'area del Montello-Coneglianese è un'area di "gap sismico". Vi sono pochi terremoti piccoli per anno rispetto alle aree limitrofe. Una rete di sismometri non permanente installata nella zona del Montello nel 2005 ha misurato circa 300 scosse, la gran parte di magnitudo inferiore ad 1, quindi non avvertite dalla popolazione (vedi articolo di Anselmi et al., Tectonophysics, 2012). La stessa rete mobile di sismometri installata in passato in Umbria per monitorare la faglia Alto Tiberina (che riteniamo scivoli senza produrre terremoti distruttivi) ha misurato migliaia di scosse di piccola magnitudo. 

Questo suggerisce che la faglia sotto il Montello si sta caricando e potrebbe un giorno rompersi producendo un terremoto importante.

8) La struttura del Montello suggerisce che la faglia potrebbe avere una lunghezza di almeno 20-25 km. Se si rompesse in un unico evento, potrebbe produrre un terremoto simile a quello del Friuli del 1976 (vedi articoli di Galadini et al., Geophys. J. Int., 161, 739-762, 2005).

Si veda il Rapporto Tecnico dell'INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, n. 180 NGV - OMBRA: OBSERVING MONTELLO BROAD ACTIVITY DEPLOYMENT OF A TEMPORARY SEISMIC NETWORK TO STUDY THE DEFORMATION PROCESS ACROSS MONTELLO FAULT (EASTERN ALPS), in http://accel.mi.ingv.it/statiche/rapporti_tecnici/Ombra_2011.pdf

Il Prof. Di Toro afferma quindi che non vi sono stati terremoti importanti nell'area per 1200 anni e forse per 2000 anni. Forse passerrano altri 1000 e più anni senza terremoti nell'area. Fin quando però non sarà chiarita la meccanica della faglia sotto il Montello, occorre essere estremamente cauti.

Dati questi presupposti, e constata la generale mancanza di conoscenza della situazione sismica del nostro Territorio, come Comitato si è creduto opportuno organizzare un incontro pubblico.

Giovedì 18 ottobre 2012 alle ore 20,30 nell'auditorium comunale di Volpago del Montello, situato a fianco del Municipio, si terrà l'incontro pubblico su SISMICITA' E MONTELLO, con relazioni degli Studiosi:

-il Prof. Giulio Di Toro del Dipartimento Geoscienze dell'Università di Padova, su “I terremoti visti da un geologo”;

- la Dott.ssa Laura Peruzza, sismologa (OGS – Istituto Nazionale di Oceonagrafia e di Geofisica Sperimentale - Trieste – che si occupa di sorveglianza sismica Montello e Veneto) su “Terremoti nel Trevigiano: passato, presente e qualche idea per il futuro”

- il Dott. Enrico Serpelloni, geofisico (INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sede di Bologna – che cura la rete GPS installata sul Montello) che parlerà di “I terremoti visti dallo spazio: monitoraggio geofisico nell'area del Montello (il progetto OMBRA dell'INGV)”.