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Golf
PILLOLE DI GOLF/220: BROOKS KOEPKA FA IL BIS ALL'US OPEN

Il terribile campo di Shinnecock Hills fa strage di big


TREVISO - Risale al 1891 la storia di questo percorso che nasce a 12 buche, alle porte di New York. Seguirono le altre 6 nel 1895, poi subì modifiche nel 1920, per essere completato nel 1931. Oggi il percorso è un par 70 di ben 6.808 metri. Da sempre considerato tra i più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/219: DAI CONTI CORRENTI AL GREEN, LA SFIDA DEI BANCARI

A Ca' della Nave il torneo tra gli istituti di credito europei


MARTELLAGO - Patrocinato dalla Federazione Italiana Golf, c’è stato, al Circolo del Golf di Cà della Nave, l’incontro di Golf interbancario, tra i dipendenti degli istituti di credito d’Europa, il 17esimo, che ha impegnato il Club ospitante per cinque giornate. Si...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/218: UN GRANDE MOLINARI INFIAMMA L'OPEN D'ITALIA

La vittoria finale, perō, va per un colpo al danese Olesen


SOLANO DEL LAGO (BS) - Eccoci arrivati all’Open d’Italia, il tanto atteso appuntamento, il maggiore del Golf italiano. Prologo domenica 27, in piazza Malvezzi e sul lungolago Cesare Battisti a Desenzano, era festa grande a Soiano del Lago: entusiasmo, curiosità, musica e...continua

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Il campo di concentramento di Treviso (1942-43)

IL LIBRO: DI LĀ DEL MURO

Seconda parte dell'intervista alla professoressa Francesca Meneghetti


Seconda parte dell'intervista alla professoressa Francesca Meneghetti sul volume “Di là del muro. Il campo di concentramento di Treviso (1942-43)”, edito dall'Istresco, l'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana. In questa seconda puntata ci siamo soffermati con l'autrice sulla questione della memoria collettiva, per indagare i motivi che hanno portato, dal dopoguerra a oggi, a ignorare questa realtà. Fatto che solo in parte si spiega con un cambiamento di destinazione d'uso del campo: se dal luglio del '42 al settembre '43 l'area era stata usata per internare civili deportati dai territori occupati della Jugoslavia, dalla fine della seconda guerra mondiale, per alcuni mesi, lo stesso campo assume la funzione di luogo di accoglienza per profughi di origine jugoslava, in fuga dal regime di Tito.

Nel tentativo di far luce sulla vicenda, abbiamo anche cercato di capire le differenze tra i campi destinati ai civili jugoslavi e quelli alla popolazione ebrea e poi, tornando al caso trevigiano, se vi sono state delle figure che si sono distinte nel bene.

Il discorso dell'affermazione della memoria prosegue oggi nella proposta, avanzata dalla professoressa Meneghetti e dall'Istresco, di dedicare una lapide alle vittime del campo di concentramento, che potrebbe trovare luogo nel quartiere latino, in quello che fu l'ex Ospedale di Treviso.


Link alla prima parte dell'intervista




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