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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Lo sfogo di Ezio Dal Fabbro: "Nessuno fa nulla per limitare la velocità delle auto"

NELLA STRADA IN CUI MORI' SERENA SI CONTINUA A CORRERE TROPPO

"Questi sono omicidi non incidenti, via la patente per sempre"


VALDOBBIADENE - (gp) Non è una questione di soldi. E non è nemmeno un accanimento giudiziario contro la famiglia di Valentino Capretta, il 23enne di Valdobbiadene condannato per omicidio colposo e omissione di soccorso a 3 anni e otto mesi di reclusione con rito abbreviato e alla sospensione della patente di guida per 6 anni, per aver investito e ucciso il 9 luglio 2010 Serena Del Fabbro, la piccola di 5 anni che assieme al padre stava attraversando sulle strisce pedonali via San Pietro a Valdobbiadene. E' vero che c'è una causa civile in corso, sulla quale dovrà pronunciarsi un consulente tecnico d'ufficio per quantificare i danni materiali e morali, ed è altrettanto vero che un risarcimento da parte dell'assicurazione c'è già stato, ma i “famosi” 350 mila euro elargiti alla famiglia Dal Fabbro sono una pura invenzione. Ezio, il padre della piccola Serena, ha tenuto a precisarlo, come ha sottolineato che neanche un euro è stato chiesto (e quindi ottenuto) alla famiglia Capretta. Come detto, non è una questione di soldi. “Vivevamo bene anche prima – ha dichiarato Ezio Del Fabbro – Non stiamo cercando nulla e qualsiasi sarà la decisione del giudice la accetteremo”. Parole di un padre che ha visto morire la propria figlia e che non cerca vendette, né tanto meno strumentalizza l'accaduto per arricchirsi dato che parte del denaro ottenuto dall'assicurazione è stato devoluto in beneficenza all'asilo che frequentava Serena. “La cosa che dovrebbe far riflettere è un'altra, non il denaro – continua Del Fabbro – Io non ho niente contro Valentino Capretta, ma rendiamoci conto che questi non sono incidenti ma omicidi. Serena ora avrebbe sette anni e con i suoi riccioli biondi correrebbe in giardino assieme alla sorella. Non mi lamento della sentenza, che è stata esemplare dal punto di vista giuridico, ma mia figlia non c'è più e invece chi l'ha uccisa è agli arresti domiciliari e può andare a lavorare ogni giorno. Tra un po' sarà completamente libero e continuerà a fare la sua vita, cosa che è stata negata a Serena. In più potrà ancora tornare a guidare. Non solo in questo caso ma in tanti altri – conclude il signor Ezio – la patente dovrebbe essere tolta per sempre. Così la punizione servirebbe forse da deterrente”. A più di due anni dalla tragedia infatti, lungo via San Pietro non è cambiato nulla. Ogni giorno, a ogni ora, le automobili continuano a sfrecciare a velocità sostenute in pieno centro abitato nello stesso punto in cui venne investita e uccisa Serena Del Fabbro. A sottolinearlo è ancora Ezio Del Fabbro, che da quel giorno, come aveva fatto anche prima dell'incidente che gli ha portato via per sempre la figlia, ha chiesto a Comune e Provincia che venissero prese delle decisioni per limitare almeno la velocità di transito delle automobili. Richieste al momento senza risposta. “Qui si continua a vivere in balia dei delinquenti – ha dichiarato Ezio Dal Fabbro – Ogni giorno vado a salutare Serena al cimitero, e poi vado a prendere a scuola l'altra mia figlia e la scena è sempre la stessa: in quel punto, come in tutta la strada, le auto se ne fregano del limite di 50 chilometri all'ora e continuano a correre. E nessuno fa nulla. Non la penso così solo io, sono tanti i residenti che si lamentano”. Le richieste sono chiare: installare dei dissuasori o degli autovelox. Ma il Comune è stato altrettanto chiaro nella risposta: la strada è provinciale per cui non se ne può occupare. E la Provincia, a cui Dal Fabbro si è rivolto, ha risposto che nelle strade provinciali non è possibile installare dissuasori perchè ostacolerebbero l'arrivo dei soccorsi in caso di necessità. Ma la battaglia del padre di Serena non si ferma: ora chiede di poter parlare con il Prefetto per trovare una soluzione, ed evitare che si verifichi un altro incidente come quello di due anni fa.


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